Avaritia: Pulse

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Ver Sacrum “Pulse” bissa il precedente “Wide Awake EP”, dischetto pubblicato al principiare del 2002 che già recensii per il nostro sito e che mi permise di conoscere gli Avaritia (su suggerimento di Danny Tartaglia, thanks!). Sono sempre l’avvenente vocalist Dorit Karstedt ed il polistrumentista Matthias Dopp a reggere le fila del progetto. “And here they are again” apre il CD, evidenziando da subito un parziale mutamento nelle coordinate sonore del gruppo. Le sonorità classicamente sisteriane del citato esordio sono state ora parzialmente modificate, a beneficio di un indurimento globale del suono, che resta comunque sempre scarno ed assai essenziale. Le ritmiche sono ora maggiormente accentuate, e la successiva “Days like this” conferma appieno la sensazione iniziale. Dovendo citare dei riferimenti, sono ora gli Inkubus Sukkubus a venir evocati, ed il cantato di Dorit, che certo ha fatto tesoro della lezione impartita dall’inarrivabile Candia, accentua questa sensazione. Decisamente personale si rivela “Summer’s gone”, brano che evidenzia l’ottima prestazione della brava cantante ed evidenzia la capacità compositiva di Matthias. Si torna al goth-rock tout-court con “To preserve and never to forget”, manifesto di encomiabile coerenza stilistica. Chiudono la scatenata “Hour-glass”, dal bel lavoro di chitarra, e le classiche “Strangers” e “Your inability”. Da lodare “Pulse”, lavoro che non riscriverà la storia del nostro genere preferito, ma che rappresenta dignitosamente le istanze artistiche di un gruppo capace e volonteroso. Goth-rock never die!

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