Infinito: Nuvole

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A volte capita di imbattersi quasi-per-caso in operine destinate invece ad impressionarci a tal punto da divenire presto dei piccoli classici da vantare nella propria collezione come reliquie preziosissime. E’ il caso di questo EP d’esordio dei capitolini Infinito, titolato Nuvole, come la traccia che lo apre, la quale fra l’altro apparirà pure fra quelle che comporranno il long playing di imminente pubblicazione (prevista per la fine del 2003). Un quartetto, il nostro, certo innamorato di sonorità umbratilmente britanniche, con delle chitarre (Andrea De Luca e Alfredo Verruso) a tracciare delicate e sottili linee che vanno ad incrociare la trama ritmica intessuta da Gilberto Valentini, al basso, e dallo skin-beater Roberto Solìto. Acquerelli come “Ricerca” (prova impegnativa, considerati i sette minuti di durata, brillantemente superata) e come la strumentale “Orizzone 23” non possono essere archiviati come mero esercizio di ricopiatura, possedendo questi valenti artisti requisiti interpretativi non comuni, tanto che temi dallo svolgimento magari ormai risaputo vengono invece elaborati con un gusto personalissimo. Basti la già citata “Nuvole” a fugare qualsisia dubbio: la voce di Andrea è stupenda, par provenire dalla stanza accanto, s’accosta senza sovrapporsi al dondolio dettato da una splendida chitarra, completando un brano intarsiato di eleganti porzioni acustiche che rasenta davvero la perfezione. Una scheggia di ombroso pop albionico che pochi fra gli stessi maestri sarebbero in grado di oggi scrivere. Produzione superlativa, confezione digipack curatissima per un dischetto degno di una grande label.

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