Ver Sacrum Conosco i francesi Stille Volk fin dai tempi del loro esordio discografico, avvenuto nel 1997 con l’uscita di Hantaoma, album nel quale la band proponeva brani fortemente influenzati dalla musica medievale e basati su un concept legato ai temi della mitologia pirenaica. Nel 1998 è stata la volta di Exuvies, un lavoro nel quale tradizione e sperimentazioni ambient si fondevano per dare corpo a sonorità davvero inusuali e a canzoni piuttosto complesse, mentre nel 2001 è uscito Le satyre cornu, con il quale il gruppo è tornato a proporre musica d’ispirazione medievale. Con questo nuovo Maudat la band continua il percorso intrapreso con il precedente lavoro, lasciando definitivamente da parte gli sperimentalismi e le stranezze che avevano caratterizzato il secondo album, per concentrarsi invece sulla proposizione di brani dalla struttura semplice ma efficace, che ci raccontano di maghi e di incantesimi, di miti e di leggende. Anche stavolta (così come era sempre accaduto in passato) gli Stille Volk hanno utilizzato moltissimi strumenti tradizionali e antichi, come ad esempio il salterio, la cornamusa, il mandolino, il liuto arabo, la bombarda, la viella e molti altri ancora, tutti suonati esclusivamente dai tre componenti del gruppo. In generale direi che Maudat potrà piacere molto agli appassionati di questo particolare genere musicale, i quali purtroppo fino ad adesso hanno trascurato (o meglio ignorato) la band francese, molto probabilmente a causa del fatto che quest’ultima, incidendo per una etichetta metal, è sempre stata promossa in un ambito che forse non era il più adatto a recepire la sua proposta. Mi auguro quindi che questa nuova uscita riesca finalmente a far girare il nome degli Stille Volk anche all’interno della scena gotica europea, che certamente saprà apprezzare nel miglior modo possibile i brani che questi tre musicisti compongono e sanno interpretare con così tanta maestria!