New Model Army

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Dopo oltre vent’anni di passione musicale, pura e al di fuori dei compromessi i New Model Army sono ancora sulla scena, forse non più irruenti come prima ma probabilmente più saggi e profondi. E’ stato un vero piacere per me intervistare Justin Sullivan e scoprire che dopo tutti questi anni la mia passione per questo straordinario gruppo inglese non è venuta meno. Una volta ero solito dire che mi piacevano tutte le canzoni dei New Model Army dove compariva la parola “revolution”… ovvero tutte! Sebbene la passione, ma soprattutto la coscienza politica di Sullivan, non sia venuta meno, il suo recentissimo primo disco da solista,Navigating by the stars, ci mostra un aspetto più riflessivo della sua personalità. Come ci confesserà nell’intervista che segue, alla follia del mondo l’autore ha cercato di contrapporre la “bellezza”, la natura, una ricerca spirituale probabilmente laica ma senz’altro intensa. Scopriamo insieme cosa ha dirci Sullivan, mentre attendiamo, con trepidazione crescente, il tour dei New Model Army che ormai fra pochissimi giorni toccherà i club della nostra penisola (vi rimando allo spazio dei Concerti e Feste del sito per i dettagli sulle date). Si tratterà di un tour particolare, molto acustico ma, come promette l’autore – e non possiamo che fidarci – addirittura più intenso dei già intensissimi show “tradizionali” del gruppo inglese. Ci vediamo tutti là!

Cominciamo dal tuo nuovo album, Navigating by the stars. Quali sono i motivi che ti hanno spinto a pubblicare un album da solista e a cosa ti sei ispirato principalmente per realizzarlo?

New Model Army (© New Model Army)

Avevo deciso già da molto tempo ma solo ora sono riuscito a trovare il tempo per farlo. E’ stata un’opportunità di fare qualcosa di diverso nonché di lavorare con musicisti diversi oltre a Michael e Dean dei New Model Army, che mi hanno affiancato per quest’opera. Danny Thompson, il bassista, è una vera leggenda vivente che ha lavorato con quasi ogni star del folk e del jazz in Gran Bretagna; il co-produttore dell’album, Ty Unwin, è un compositore di formazione classica molto noto per centinaia di colonne sonore fatte per i film e per la tv. Sapevo esattamente quale sound volevo per l’album – oceanico, orchestrale e organico, con un uso moderato di batteria e percussioni e, sebbene naturalmente abbiamo usato molto i computer, volevamo mantenere il suono naturale e caldo, in cui doveva essere predominante la performance musicale “vera”. L’album è stato scritto e registrato sullo sfondo dell’11 settembre, con tutta la follia che ne è seguita: ho così deciso di voler realizzare un disco che fosse semplicemente “bello”, su Dio e sulla Natura e sulla bellezza e sulle cose che sono più durevoli degli affari umani. Molta dell’ispirazione mi è venuta dal mio amore per l’Oceano.

Quali sono le differenze principali, nella musica ma soprattutto nell'”approccio”, tra questo album e uno dei New Model Army?

Beh, i New Model Army sono ancora un gruppo in cui ognuno ha delle differenti opinioni, così la nostra musica è soprattutto un progetto collettivo, mentre in Navigating by the stars sono stato in grado di inseguire una visione completamente personale. Direi che negli album dei New Model Army c’è il mio cuore ma in questo c’è la mia anima.

Stai per partire per un lungo tour europeo per promuovere quest’album (ndr: al momento in cui sono state inviate le domande. Le risposte sono arrivate a tour cominciato): come ti senti?

In questo momento, dopo otto concerti, mi sento benissimo. Sono molto orgoglioso dell’album e amo suonare i brani tratti da esso, ma anche l’altro materiale che proponiamo suona proprio perfetto.

Questo tour è stato concepito specialmente per promuovere il tuo nuovo album: chi suonerà con te? Quali saranno le differenze fra questi concerti e quelli “propriamente” dei New Model Army?

Sono accompagnato sul palco da Dean White e Michael Dean, entrambi dei New Model Army, e io ho un grande rispetto non solo per il loro brillante talento musicale ma anche per la flessibilità e l’entusiasmo che hanno per le nuove idee. Naturalmente gli spettacoli saranno differenti da un concerto dei New Model Army nel fatto di non essere una dimostrazione di potenza pura, ma in molti modi possono addirittura essere più intensi.

Come saranno le scalette di questi concerti? Suonerai molti vecchi pezzi dei New Model Army e in caso in che modo li andrai a proporre?

Sì, suoniamo sempre molti vecchi brani dei New Model Army ma spesso scegliamo quelli meno noti. Gli arrangiamenti sono molto musicali e dinamici e ci saranno molte sorprese.

Come pensi che si sia evoluto il tuo modo di fare musica in tutti questi anni?

Naturalmente abbiamo imparato molto col passare degli anni – specialmente l’arte di fare di più suonando di meno. Sono molto orgoglioso del fatto che tutti gli album dei New Model Army sono così differenti. Ho sempre cercato in tutti i modi di non scrivere mai due volte la stessa canzone. E’ sempre per me interessante vedere che le canzoni preferite dei nostri fan non sono mai le stesse. Quando abbiamo suonato per lo show del ventesimo anniversario abbiamo chiesto su Internet ai nostri sostenitori di scegliere i loro tre pezzi preferiti e alla fine ce ne sono stati suggeriti 125.

I New Model Army sono stati una band seminale e sono ancora oggi un culto per moltissima gente. Questo comprende anche i musicisti: pensi che ci siano dei gruppi che hanno ereditato il vostro spirito, qualcuno che può essere definito il vostro “figlio naturale”?

Non ne sono sicuro… Non è veramente una domanda a cui noi possiamo dare una risposta.

I New Model Army sono stati per molti anni sotto contratto con delle major, EMI e Sony in particolare. Quali sono state le vostre esperienze con l’industria discografica?

Credo che le etichette discografiche hanno sempre di più un atteggiamento conservatore ma questo davvero non conta. Loro sono naturalmente interessati ai soldi. Come per tutti nel mondo i soldi sono una parte della vita e anche noi dobbiamo guadagnarci da vivere ma questo non ha MAI influenzato la nostra musica. Attualmente noi abbiamo il controllo e la proprietà di tutto: Internet ci ha molto aiutato. Io non mi preoccupo mai degli aspetti legati al business – ci sono sempre delle persone che fanno della grande musica solo per il bene della musica.

I New Model Army sono sempre stati noti per la loro passione e per il loro impegno politico: come ti senti rispetto a:
– l’attuale situazione politica inglese
– la guerra per il petrolio di Bush
– la crescente popolarità dei gruppi musicali di estrema destra, specialmente nel cosiddetto genere “neo-folk”?

Sulla situazione inglese: è un po’ come dappertutto, c’è il problema di doversi confrontare con la realtà del potere statunitense, con la marcia incontrastata delle corporations ma per me soprattutto il disastro è l’avere un divario sempre crescente tra ricchi e poveri, che sta distruggendo tutto il bene della civiltà europea.

Sulla guerra di Bush: tutti sanno che non ha senso, che è ipocrita e io mi sono unito al milione di persone a Londra qualche settimana fa nella più grande manifestazione mai vista in Gran Bretagna. Comunque dirò pure che due dei cinque iracheni che conosco sono a favore della guerra per togliere di mezzo Saddam. Realmente lui costituisce una minaccia, ma solo per il suo popolo.

Sui gruppi di estrema destra: L’estrema destra sta montando in generale per tutta una serie di motivi, tra cui quelli citati al primo punto. Non sono spaventato ma resisterò a loro fino al giorno della mia morte.

Un grazie a Monica della Cyc Promotions

Justin Sullivan/New Model Army: Astoria Theatre 21/12/2000 (foto Chiaki Gulvin © New Model Army)

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