Android Lust: The Dividing

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Può essere a prima vista un po’ sorprendente la recente politica della Projekt che, dopo essersi evidenziata per le sue proposte di stile ethereal, tanto da meritarsi l’appellativo di nuova 4AD, ha cominciato a pubblicare dei CD di artisti che propongono dei generi nettamente diversi. Non che questa sia una lamentela, tutt’altro, visto che band quali Audra, Voltaire e Android Lust hanno dimostrato di avere idee eccellenti e di saper produrre musica originale, raffinata e indiscutibilmente legata al mondo “oscuro”. Android Lust è la più recente proposta “alternativa” prodotta dall’etichetta di Sam Rosenthal, ed è indubbiamente un altro “centro”. Si tratta di un progetto che fa capo all’artista Shikhee, vera e propria cittadina del mondo, una giovane donna nata in Bangladesh, vissuta in Inghilterra e negli Stati Uniti. La sua musica mostra un’interessante unione di rock-industriale ed elettronica oscura: semplificando potete immaginarla come una versione più intimista di quella dei Nine Inch Nails. I paragoni tra Shikhee e Trent Reznor si sono d’altra parte sprecati nelle recensioni americane a The Dividing e sono a ben vedere abbastanza azzeccati, sia per quanto riguarda le composizioni (l’album è stato scritto e quasi completamente suonato da Shikhee), sia per lo stile molto intimistico e personale dei testi e infine per l’innegabile influenza che i NIN hanno avuto nella formazione musicale di Shikhee (si ascolti ad esempio “Kingdom of one” la cui somiglianza con “March of the pigs” dei NIN è indubbia). Ma al di là delle influenze è innegabile che The Dividing vive di luce propria e che rappresenti una delle migliori uscite del 2003. Le singole canzoni sono estremamente belle e mostrano uno stile abbastanza variegato che rende l’album molto piacevole da ascoltare: si va da brani da “pogo” come la già citata “Kingdom of one” a quelli di electro danzabile come “The Want”, da pezzi di sapore industrial come “Sex and Mutilation”, fino a quelli dal tono “spleen” tra cui la stupenda “Unbeliever”, un esempio altissimo di musica elettronica intimista, interpretata in modo convincente, quasi toccante, da Shikhee. Interessanti sono gli arrangiamenti che uniscono sapientemente suoni sintetici, elementi rock e strumenti acustici, il tutto mescolato con una perizia ed una cura che davvero non ha niente da invidiare a quella che ha Trent Reznor per le sue realizzazioni; l’unico appunto che farei è sulla voce di Shikhee, che è sì bella ma pecca un po’ in potenza ed è quindi più in difficoltà nei brani più aggressivi del disco. Ciò comunque non cambia il giudizio complessivo su The Dividing che è un’opera davvero eccelsa. Concludo dicendo che il CD presenta come “bonus” una parte multimediale con foto di Shikhee e l’MP3 del brano “Burnt” non compreso sul disco.

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