Lithivm: Threshold to disharmony

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Ver Sacrum Dopo Atrium Carceri, un altro nuovo arrivo nell’inferno gelato di Cold Meat Industry: si tratta di un progetto di Gustaf Hildebrand, autore anche di brani a suo nome, proveniente da Eskilstuna, piccolo centro svedese che Karmanik nelle note definisce “alcohol-induced ghetto”, a un centinaio di chilometri da Stoccolma, nel bel mezzo della Svezia Meridionale. Ci si può facilmente aspettare il genere di musica prodotto per Cold Meat da un personaggio proveniente da un paesello abbandonato nel gelo dell’estremo Nord: un death industrial molto aspro, che non si fa certo problemi ad assalire l’apparato auditivo del malcapitato acquirente. In qualche modo questo lavoro miscela le atmosfere oscure dei gruppi dark ambient ai rumori di certa elettronica estrema, che però non prendono mai il sopravvento. Nel suo complesso, direi che il disco non è male, anche se a tratti dà l’impressione di già sentito e non aggiunge granchè a quanto già espresso da numerosi altri progetti simili della stessa etichetta e non solo. Al contrario del summenzionato Atrium Carceri, il cui CD mi ha colpito a tal punto da farmi scomodare, per trovare un paragone, sua maestà Lustmord, Lithium non riesce a toccare in profondità le corde più nascoste della psiche: mentre il primo mi ha immediatamente colpito per la sua particolarità e spinto a riascoltare immediatamente il CD per approfondirne l’analisi, il secondo si è lasciato ascoltare volentieri ma senza indurre in me la sensazione di essere di fronte ad un lavoro di qualità superiore alla media. Di buono ha che, in effetti, è una buona via di mezzo tra le sonorità drones-oriented e quelle più ostiche ed oltranziste dei gruppi più estremi dell’etichetta svedese: in tal senso, brani come “Threshold to disharmony”, “Monstrum” e “The Dormant Urge” potrebbero essere un buon viatico per chi, apprezzando le fasce più oscure della musica d’ambiente, volesse spingersi all’ascolto di qualcosa di più spinto senza correre il rischio di bruciare definitivamente la propria psiche.

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