Dei nostri avevo già avuto modo di trattare in passato (recensioni maggio 2003, split con Thulesehnsucht), ed i tre brani allora sezionati li ritroviamo pure inseriti alla fine del presente albo. Con “Pure hate in love” (titolo-manifesto di uno stile assolutamente annichilente!) confermano le positive impressioni allora evidenziate in nuce. Violenza allo stato puro, viene innalzato in fatti un impressionante wall-of-sound (non quello del celebre Phil Spector, questo è davvero un muro di sangue!) contro il quale si scontra qualsisia appena accennata apertura melodica. “Common sens holocaust”, la cover personalissima “Red Deep” (“Profondo rosso”…), “March of dead” non ammettono repliche: assolutamente tritacarne (e tritasentimenti!). Questa è la sublimazione del più putrescente industrial-metal, pesantissimo, claustrofobico, monolitico. Ogni traccia vi scuoterà, trascinandovi in un folle turbine di belluina ferocia. Difficile resistere all’impatto devastante di “Satan scream”, terribilmente shockante nel suo pachidermico incedere! E non da meno sono i pezzi seguenti, manifesto esplicito di un gruppo che vuole terrorizzare l’uditore con sonorità assassine, facendo bensì leva su d’uno stile personale e su brani curati fin nel minimo particolare (è il caso della folle “Under another rain”). Da non perdere, assolutamente, “Delirium of abnormal” (la mia preferita!), ciondolante marcia funebre nera come la pece, vi priverà di ogni residua speranza! Null’altro da aggiungere: un gran disco (se bramate le tenebre, altrimenti statene alla larga!).

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