Suicide Commando: Axis of Evil

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Ver Sacrum Il nuovo disco di Johan Van Roy, alias Suicide Commando, era indubbiamente uno dei dischi piu’ attesi dell’anno (ben tre anni sono passati dall’ottimo “Mindstrip”) ed ora finalmente possiamo goderci quello che non esito a definire un capolavoro ! Il nuovo disco è disponibile, oltre che in formato standard, anche in una “limited edition” composta da due cd, uno dei quali contienene i videoclip dei brani “Face of death” e “Dein herz meine gier”, oltre ad un remix esclusivo di “Cause of death : suicide”, discografia completa ed un’intervista a Johan. Tale formato è ovviamente imperdibile per tutti i fans della band belga ed è proprio nel corso dell’intervista che Johan ci rivela che “Axis of Evil” deve essere inteso anche come una sua risposta polemica al genere “future pop” (che fa capire di non amare troppo): Suicide Commando rivendica la propria identità di band EBM “dura e pura” ; in effetti anche se ultimamente i suoi brani spopolano sui dance-floor, trovo completamente fuori strada chi accosta Suicide Commando al genere “future pop” (da notare che anche nel booklet dell’ultimo lavoro di Velvet Acid Christ c’è un riferimento piuttosto polemico nei confronti del “future pop” ed a Ronan Harris in particolare…. ragazzi, non litigate !!!). Tematicamente invece, il disco risente molto degli eventi “post 11 settembre”, sin dal titolo dell’album, che riprende il discorso di George Bush in cui il Presidente americano coniò il termine di “asse del male” per definire i terroristi ed i Paesi che (a suo dire) li proteggono e li foraggiano. La posizione di Johan è però tutt’altro che filo-statunitense : esemplificativi in tal senso i testi dei brani “Evildoer” e “One Nation under God”, dove il “capo d’accusa” mosso all’amministrazione Bush è quello di usare gli stessi metodi dei terroristi. Chi è veramente l’aggressore ? Chi è veramente l’aggredito ? Tornando a considerazioni sulla valenza musicale del disco, ribadisco che si tratta di un disco magistrale che non accusa alcun passaggio a vuoto nelle dieci tracce che lo compongono, perfetti esempi di elettro-dark su cui rifulgono brani destinati ad entrare nella lunga lista dei cavalli di battaglia di Suicide Commando come la devastante traccia d’apertura “Cause of death : suicide” e la conclusiva “Neuro suspension”, il primo singolo “Face of death” e “Sterbehilfe” (brano cantato in tedesco…. dopo il buon esito di “Dein herz meine gier” Johan ci riprova). Non potevamo sperare in un ritorno migliore. Da avere !!

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