Syrian

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L’essere “profeti in Patria” non è mai semplice, specialmente in Italia, se si produce musica elettro-EBM, come nel caso dei Syrian, duo formato da Lorenzo Bettelli ed Andylab. Solo da qualche mese il loro nome inizia a circolare con insistenza sulle riviste specializzate e nel passa-parola dei fans della musica elettro…. Meglio tardi che mai mi verrebbe da dire, visto che il loro potenziale è stato già intuito da un’etichetta prestigiosa come l’americana A Different Drum, per la quale hanno pubblicato l’ottimo album d’esordio De-synchronized (disco che fonde EBM e Future-pop; musica capace di unire ritmo e malinconia, con palesi riferimenti agli albori dell’elettro-wave fine anni’70-inizio anni ’80), che sta riscuotendo ottimo successo oltre oceano. In attesa che il pubblico italiano sappia apprezzare gli artisti meritevoli che ha in casa, andiamo a conoscere meglio i Syrian con questa intervista.

Direi di cominciare parlando un po’ di voi…. chi siete, quando avete cominciato a fare musica, avete fatto parte di altri progetti musicali prima dei Syrian?

ANDYLAB – Io sono di Asti e sono un fan “storico” degli Alphaville. Questo aspetto mi ha fatto incontrare Lorenzo, poiché anche lui è un fan del gruppo tedesco, pur se ultimamente con minor “enfasi”… La nostra frequentazione, anche se non particolarmente assidua, a eventi legati al fans club italiano di Marian Gold e soci ci ha dato modo di conoscerci e di verificare le nostre affinità musicali. In realtà posso dire di essermi effettivamente avvicinato all’ambiente musicale solo recentemente, per passione, ma a un livello amatoriale. L’ingresso nei Syrian rappresenta, a tutti gli effetti, la mia prima esperienza in questo campo.

LORENZO – In passato suonavo in un gruppo Death Metal: ho anche realizzato dischi house, pop e pure un album di musica lounge.

De-Synchronized è a mio parere uno dei migliori dischi usciti nel 2003 nel genere elettronico. Questo sound è ben diverso da quello di “Say That You Stay” (brano apparso su una delle prime compilation allegate a Ritual). Come e perché avete evoluto il vostro sound verso questa dimensione elettronica?

ANDYLAB – Forse non si tratta di un’evoluzione in senso stretto. Parlerei meglio di cambiamento di rotta, alla ricerca di sensazioni sonore che prima risultavano inespresse e che ora trovano piena realizzazione. Ora facciamo ciò che veramente ci piace. “Say That You Stay” è stata frutto della formazione musicale di Lorenzo, più orientata al metal, ma anche variegata da sfumature elettroniche.

Ascoltando i brani di De-Synchronized ho notato una forte influenza delle sonorità tipiche della wave anni ’80 sviluppate però con un gusto moderno a cavallo tra il synth-pop e l’EBM. Siete d’accordo con questa analisi? Cosa pensate della scena elettronica internazionale (synth-pop, EBM, future-pop, industrial… scegliete voi l’etichetta che preferite)?

ANDYLAB – Sono pienamente d’accordo. Le influenze sono facilmente intuibili, anche perché, nell’ambito della musica elettronica, nonostante si vogliano affibbiare etichette a questo o a quel gruppo, è rimasto ben poco da scoprire o da inventare (mi riferisco ai suoni, non certo alle armonie). Tutte le definizioni risultano forzate, ma, se proprio vogliamo etichettare i Syrian, userei l’espressione “space-pop”.

Le spiccate caratteristiche “dance” di alcuni brani di De-Synchronized e la sua attitudine con il future-pop tanto in voga nel Nord Europa mi fanno pensare ad un buon successo per voi, sia in sede di recensioni (traguardo già raggiunto leggendo quelle presenti sul vostro sito) che di vendita. Questo mio pronostico/augurio sta trovando riscontri? Quali invece i riscontri in Italia, paese da sempre poco foriero di soddisfazioni per chi si cimenta con questo tipo di musica?

ANDYLAB – Negli USA abbiamo un discreto seguito; in particolare molti DJs stanno inserendo nelle loro playlists almeno un nostro brano, per cui c’è interesse a quello che stiamo facendo. In Italia bisogna fare i conti con un mercato discografico abituatosi ormai a generi musicali parecchio diversi dal nostro, spesso “pompati” da promozioni incessanti sui maggiori veicoli di comunicazione, che stroncano qualunque voce alternativa. E’ un peccato, ma ci possiamo fare ben poco.

Su De-Synchronized sono presenti due cover; se quella di “One More Mission” dei Rockets è abbastanza “logica”, più sorprendente è quella di “Wasted Years” degli Iron Maiden. Inevitabile chiedervi se siete fans di queste due bands e più in generale quali sono i vostri generi musicali preferiti; cosa vi ha influenzato nel passato e cosa ascoltate maggiormente oggi?

ANDYLAB – Mi sono sempre piaciuti i Rockets! Hanno rappresentato un’evoluzione notevole in campo musicale, per il fatto di voler “fondere” elettronica e rock, trattando al contempo temi futuristici. Per ciò che concerne gli Iron, io non sono un loro fan, ma mi piace l’idea di poter “rivisitare” in chiave electro brani che, come “Wasted Years”, hanno una linea melodica forte. A questo proposito ho sempre notato che moltissimi pezzi hard-rock o metal hanno strutture (e a volte temi) adattabili a un contesto “elettronico” (pensiamo a “Fade To Black” dei Metallica, rifatta dagli Apoptygma Berzerk…). Negli anni ho sempre ascoltato Depeche Mode, Alphaville, Kraftwerk, OMD e, tra gli italiani, Enrico Ruggeri, Mango e Franco Battiato. Oggi mi soffermo spesso sui nuovi virgulti dell’elettronica, tra cui ad esempio i Neuroactive.

LORENZO – Il brano dei Rockets era perfetto per noi, soprattutto per quanto riguarda il testo, in linea con i nostri. Iron: pur avendo un passato metalloso non sono mai stato un loro fan, ma “Wasted Years” è un ottimo brano, che ho sempre ritenuto adatto per una rivisitazione in chiave elettronica. Ho sempre seguito diversi generi musicali, prediligendo tuttavia l’elettronica. Oggi ascolto un po’ di tutto, anche molta radio. I miei gruppi preferiti rimangono comunque Alphaville, Rockets e OMD.

Torniamo al rapporto conflittuale tra l’Italia e le band elettroniche “indigene”. I gruppi italiani che suonano musica elettro/EBM sono veramente pochi e tra l’altro si devono scontrare con una realtà piuttosto desolante per quanto riguarda case discografiche, pubblico, locali, ecc… Volevo chiedervi un parere sulla situazione italiana e cosa ne pensate di due bands elettro italiane che io apprezzo: Pulcher Femina ed XP8.

ANDYLAB – La situazione italiana è interlocutoria… Ci sono gruppi che meriterebbero attenzione da parte del mercato, ma che si trovano letteralmente a combattere contro i mulini a vento dell’indifferenza, dell’ottusità dei mezzi di comunicazione di massa, per non parlare dei locali che preferiscono spessissimo andare “a botta sicura”, proponendo generi di largo consumo… Pulcher Femina ed XP8 sono sicuramente tra le bands più penalizzate da questo atteggiamento emarginatorio.

LORENZO – I Pulcher Femina non ho mai avuto occasione di ascoltarli, gli XP8 sì, e il futuro vedrà delle collaborazioni a livello di remix.

Riconducendomi alla domanda precedente, com’è avvenuto il vostro approdo su un’etichetta prestigiosa come A Different Drum? State già lavorando al prossimo disco? Uscirà ancora per la label americana?

ANDYLAB – Siamo stati contattati direttamente da Todd Durrant, patron della label, il quale aveva ricevuto una segnalazione sul nostro conto da parte di alcuni fans americani della primissima ora, che avevano visitato il nostro sito web prelevando alcuni samples dei nostri demo. Ci è stato chiesto se fosse nostra intenzione iniziare una collaborazione, ed abbiamo accettato di buon grado, coscienti del fatto che ciò avrebbe rappresentato un ottimo trampolino di lancio anche e soprattutto sul mercato USA, che sembra essere in fortissima espansione per la musica elettronica, nonostante l’inscalfibile matrice rock che ancora regna. Stiamo lavorando al secondo album, che vedrà la luce nei primi mesi del 2004, sempre con ADD, che ci ha dato fiducia, peraltro ricambiata pienamente.

Nel nostro “approccio” via mail, abbiamo avuto modo di accennare alle enormi possibilità che internet offre ad un artista per farsi conoscere. Mi sto riferendo sia ai siti web, che ormai praticamente ogni band possiede, sia ai siti “peer to peer” che offrono l’opportunità di scaricare musica. Qual’è il vostro rapporto con internet e la vostra opinione su Napster ed i suoi derivati?

ANDYLAB – Internet è un mezzo di comunicazione, così come lo è il telefono (ed infatti lo utilizza). Noi ci siamo fatti conoscere proprio tramite il nostro sito web, senza il quale, tra l’altro, non ci sarebbe possibile far conoscere la nostra attività a fans in ogni parte del mondo. Per ciò che riguarda il discorso mp3, credo che da un lato sia un ottimo modo per farsi conoscere da parte di gruppi che volontariamente mettono a disposizione di tutti i propri brani in quel formato, dall’altro lato un danno molto più che potenziale per le etichette discografiche. Di certo è un fenomeno inarrestabile, bisognerà cercare di incanalarlo nell’alveo giusto, ad esempio abbassando i prezzi dei CD in vendita (potrebbe essere un buon inizio…). Personalmente, comunque, lo scambio di mp3 è un mezzo che ho usato e sto usando proprio per venire a conoscenza di determinati gruppi altrimenti difficilmente reperibili in prima battuta sul mercato discografico italiano. Poi, se mi piacciono, provo a rintracciare l’originale.

LORENZO – Se dicessi che scarico i dischi solo per conoscere gruppi nuovi, e che poi compro quelli che mi sono piaciuti, sarei banale. Quindi ti dico che anche se mi piacciono non li compro! Scherzi a parte, alcuni poi li ho veramente acquistati!

Siete soliti frequentare concerti o serate nei locali “alternativi” o preferite vivere al di fuori di questa “scena”? Quali sono i vostri interessi oltre alla musica? Dando uno sguardo al vostro sito (a proposito, complimenti per grafica ed impaginazione) mi pare di capire che vi piaccia il calcio, giusto?

ANDYLAB – Non sono un tipo “mondano”, conduco una vita normalissima. Per me un vero locale “alternativo” è fondamentalmente un posto in cui riesca a divertirmi con gli amici, non perché debba possedere per forza determinate caratteristiche o un look particolare. Amo viaggiare e conoscere luoghi nuovi, leggere, mangiar bene, bere anche meglio… e fare un tot di altre cose che su due piedi non mi vengono in mente. Un tempo guardavo tutte le partite di calcio che la TV propinava, oggi del calcio mi interessa (nel senso che mi fa ridere) solo l’aspetto morbosamente dietrologico del post-partita, la polemica spicciola, il “pour parler” da bar dello sport. Mi piace invece la stoicità di una nazionale di calcio come quella di San Marino, che vive ogni gara con la speranza di segnare almeno un gol, quintessenza del gioco del calcio.

LORENZO – Effettivamente, alla pagina download, c’è una vecchia foto di una partita, credo degli anni trenta o quaranta. Non l’ho inserita per passione calcistica (che non ho, fondamentalmente), ma perché mi sembrava allo stesso tempo poetica e malinconica.

Il vostro nome, così come i titoli di alcuni dei vostri brani ed i loro testi, mi fanno pensare che siate molto attratti dallo spazio, è così?

ANDYLAB – Lo spazio rappresenta l’ignoto, di cui si ha paura per definizione, ma rappresenta anche la voglia di spingersi oltre, per espandere i confini della propria conoscenza e provare sensazioni inedite e inebrianti. Sono felice di essere una creatura dello spazio e di poter viaggiare, per lo meno mentalmente, nello spazio stesso.

LORENZO – Sono un grande appassionato di fantascienza, e mi piace incanalare questa mia passione anche nella musica. Penso che la dimensione fantascientifica enfatizzi le tematiche trattate nei testi e la loro malinconia.

Chiudiamo parlando del concerto che terrete il 13 dicembre prossimo presso il Castello del Vescovo ad Arceto. Ho letto sul vostro sito internet che sarà la vostra prima esibizione “live”. Cosa vi aspettate da quella serata? Il concerto sarà integrato da filmati o altro?

ANDYLAB – Sarà una bella occasione per farci conoscere anche dal pubblico italiano, con tanta voglia di metterci alla prova e soprattutto di divertirci e di far divertire chi ci sarà.

LORENZO – Speriamo che vada tutto bene!

Tutte le immagini sono state prese dal sito ufficiale dei Syrian www.darksyrian.com.
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