Aa.Vv.: Smallvoices sampler v. 1.0 Winter 2003-2004

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Questa compilazione “divulgativa” dell’etichetta Smallvoices, contiene brani eseguiti da un po’ tutti i gruppi che incidono per essa, alcuni dei quali hanno un’impotanza storica non indifferente. Andiamo per ordine: sono presenti tre brani dei grandissimi T.A.C., progetto di Simon Balestrazzi e pilastro portante della scena industriale italiana che dalla prima metà degli anni ’80 ha prodotto splendidi lavori; tale progetto sembra essere finalmente risorto dall’oltretomba, producendo, nel giro di in un paio d’anni, due CD da cui sono tratti due dei tre brani; il terzo proviene dal prossimo album, intitolato “Splintered”, il che mi fa ben sperare per il prossimo futuro. Molto più misterioso, per quanto mi riguarda, il nome dei Judah, dediti ad una forma musicale a metà strada tra l’industrial e la no wave di gruppi come i Tuxedomoon. Molto più noto è il gruppo che va sotto il nome di “Forbici di Manitù”, i cui due brani sono tratti da due album atti a festeggiare il loro ventennale. Un solo interessante brano per Kinetix, altro nome a me nuovo, autori di un’elettronica glitch minimale e gelida. Ancora musica sperimentale e minima per Henning Frimann, con un brano tratto dall’imminente “Soundsculpture °1”. Segue un nome fondamentale, tra i prime movers della scena industriale sul finire degli anni ’70: Z’Ev; il folle percussionista e creatore di strumenti musicali a partire da rifiuti della nostra società, ci delizia con due perle, alquanto differenti tra loro, tratte da “Rhythmagjik”, un lavoro in uscita costituito da un CD più un libro. Con Tonal 13 si ritorna nell’ambito di un’elettronica più fredda, seguita dal brano di TH26, prossimo alle sperimentazioni dei TAGC (The Anti Group Corporation). Due brani per gli strampalati ma interessanti “Lu”, tra elettronica sperimentale, musica popolare di matrice gitana, minimalismo e atmosfere lounge. Più orientati verso una miscela di jazz e breackbeat gli “asaf 288” anch’essi presenti con due brani. Infine un brano di “It”, progetto tecno-trance del boss di casa Minus Habens, Ivan Iusco. La compilation mostra che l’etichetta ha nel proprio carniere numerosi nomi interessanti e diverse produzioni dovrebbero essere più o meno in via di pubblicazione: non ci resta che dare il bentornato a Simon Balestrazzi, nella speranza che le sue capacità musicale siano una garanzia per il livello qualitativo delle pubblicazioni della Smallvoices. A giudicare da questo assaggio, direi che siamo sulla buona strada.

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