Ver Sacrum L’ennesima proposta synth-pop ci arriva stavolta dalla Polonia con i Common Dream, tre ragazzi cresciuti (pure loro) a “pane e Depeche Mode”, che vanno dunque a infoltire la gia vasta schiera di bands con questo background. In attesa di licenziare l’album “Gravity”, ci viene offerto il singolo “Someone could”, una canzone che definirei poco piu’ che carina (nessun particolare entusiasmo quindi), proposta in ben 7 versioni per altro nemmeno troppo dissimili tra loro, ad eccezione della traccia n.4, denominata “an-other mix”, a cura dei connazionali God’s Bow ; si tratta di una versione quasi esclusivamente strumentale, dai toni molto soffusi e con voce femminile presente solo nel refrain… nei restanti remix si spazia tra brani piu’ “synth-pop oriented” ed altri piu’ ritmati, quasi in “zona EBM” (su tutte il remix dei Colony 5) ; il cd è completato da un’interessante cover di “Bloodflowers” dei Cure , forse la migliore traccia del disco. Per ora siamo al cospetto di materiale che non si puo’ certo definire imperdibile e di una band che deve indubbiamente ancora crescere, meglio però attendere l’ascolto dell’album “Gravity” prima di emettere un giudizio definitivo.