Grandchaos: La forge

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Ver Sacrum Pur essendo in attività fin dagli anni ’80, per quanto mi riguarda il musicista belga Tcheleskov Ivanovitch mi era del tutto sconosciuto prima dell’ascolto di questo mini CD. Proveniente da una formazione chiamata IDLO, con questo progetto parallelo il musicista belga cerca di incanalare la sua creatività musicale nell’ambito della musica elettronica ritmata ma ben lontana dal pop orecchiabile: in poche parole, quella che una volta era nota come Electro Body Music. Oggi la sigla EBM è quasi sempre associata a gruppi che mi ricordano troppo da vicino il famigerato Festivalbar; in questo caso, invece, si ritorna alle origini di questo genere musicale, a quel gruppo che, nel lontano 1978, ne pose le fondamenta e che risponde al nome di Suicide. È questo il primo nome che mi è venuto alla mente ascoltando questo mini CD, seguito ben presto da quello dei Cabaret Voltaire, di Dive e, perchè no, dei Front 242. Sono nomi altisonanti, me ne rendo conto, e la domanda immediata è: vale la pena scomodare capisaldi di questo livello? Beh, in parte sì, perché mi pare che non si tratti di un lavoro malvagio; dall’altra parte non abbiamo certo a che fare con del materiale particolarmente innovativo, anzi, in alcuni casi il riferimento a suoni “vecchi stile” emana un fascino un po’ retrò. Probabilmente il principale limite di questo lavoro è l’eccessiva uniformità dei brani, che ad un ascolto distratto sono poco distinguibili tra loro. Ciononostante, pur non sentendomela di urlare al miracolo, devo dire che si è trattato di un ascolto decisamente gradevole.

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