Legendary Pink Dots: Prayer for Aradia

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Ver Sacrum Da qualche tempo in qua, il buon Edward Ka-Spel si sta occupando di rendere nuovamente disponibili alcune registrazioni ormai introvabili o quantomeno di difficile reperibilità del suo storico progetto. In effetti, mi è capitato di vedere sullo stand al concerto una quantità di vecchi CD ristampati con nuove copertine (non ho osato andare a vedere se per caso ci fossero anche delle bonus track). In questo caso, la scintilla è data dalla ristampa di brani ormai veramente introvabili: Prayer for Aradia è, infatti, una vecchia cassetta del gruppo che, fino ad oggi, non era mai stata stampata in alcun altro formato. Poiché la cassetta era di durata abbastanza breve, il CD in oggetto è stato riempito con brani tratti da altre produzioni del gruppo nonché da pezzi assolutamente inediti. La cassetta uscì nel lontano 1985 ma per quanto riguarda la sua registrazione bisogna andare ancora più indietro nel tempo, addirittura al 1982. L’ascolto di materiale così vecchio mi ha spinto a riflettere sull’evoluzione delle sonorità di uno dei gruppi più tenaci e originali dell’intera scena: utilizzando una sorta di ossimoro, l’idea è che la loro musica si sia evoluta moltissimo pur rimanendo in qualche modo fedelissima a se stessa; non è qualcosa che si riesca a spiegare facilmente a parole, ma la sensazione è forte e chiara e cresce durante gli ascolti. In effetti, le caratteristiche fondamentali del suono del gruppo olandese non sono cambiate poi molto, ma nuove e sempre più evolute influenze si sono aggiunte gradualmente nel tempo, facendo in modo che i loro nuovi lavori siano molto diversi ma in fondo similissimi a quelli dei loro esordi. Questo CD rappresenta un documento interessante per chi ama la loro musica; non ci si può aspettare che la qualità della registrazione sia all’altezza di quella delle opere più nuove ma non ha grande importanza. Ai brani del nastro si aggiungono un paio di pezzi inediti, di cui non è dato conoscere la data di registrazione, “Premonition 5”, tratta da una compilation su cassetta ormai inesistente, e degli outtake dai nastri Chemical Playschool 1 e 2 più volte ristampati in diversi formati. Certo, la discografia dei Legendary Pink Dots è ormai sterminata ed estremamente difficile da seguire, tra versioni integrali o parziali dei brani, ristampe e nuove uscite; non so se questa ristampa metterà ordine o aggiungerà entropia all’elenco, ma di certo è acquisto obbligatorio per gli amanti del loro particolarissimo sound.

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