Ordeal by Fire & Voices of Masada

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Michele Piccolo - Ordeal By Fire

Michele Piccolo - Ordeal By Fire (foto di Christian Dex © Ver Sacrum)

Fa un po’ tristezza tornare al Siddarta per quello che sarà l’ultimo concerto della sua vita: dall’inizio 2004 infatti lo storico locale pratese si è trasformato nell’ennesimo… club di “lap dance”! Se questo doppio concerto è stato il suo epitaffio non si può dire che il Siddartha non abbia chiuso in bellezza, considerato anche che la sera prima sul suo palco si era consumata una splendida performance dei Legendary Pink Dots (di cui potete vedere lo speciale fotografico in un’altra recensione). Gli amanti del goth sound più classico e potente non potevano perdersi questa ghiotta occasione di vedere riuniti, sebbene idealmente, i due tronconi dei compianti Burning Gates. Gli Ordeal By Fire sono infatti il gruppo di Michele Piccolo mentre nei Voices of Masada milita Daniele Tartaglia, che dei Burning Gates erano rispettivamente il cantante-chitarrista e il bassista. I due gruppi si presentano inoltre con due miniCD alle spalle che hanno riscosso degli ottimi consensi di critica (entrambi citati nelle Recensioni di Luglio 2003 di questo sito e scelti fra i migliori album dell’anno da parte del nostro Hadrianus).

Non c’è molto pubblico stasera, meno anche di quanto ve ne fosse la sera prima per i Legendary Pink Dots, segno che le voci sulle sorti del Siddartha sono ormai di dominio pubblico. Tra l’altro è cambiata anche la disposizione del palco, messo di lato nella sala grande in un piano rialzato estremamente angusto, più adatto a provocanti ballerine che a energici musicisti. Il primo a salire sul palco è il gruppo di Michele: gli Ordeal by Fire si presentano sorprendentemente in una formazione a quattro in cui alle due chitarre (con Riccardo Perugini che affianca Michele) e al basso (Fabrizio Filippi, ex-Wasteland) è stata aggiunta una batteria suonata da un potente e bravissimo musicista che, a quanto abbiamo avuto modo di capire, è un membro semi-ufficiale del gruppo, che suona con loro nei live e nei dischi ma non figura nei credits! Non chiedetemi il nome quindi, so solo che ha una lunghissima esperienza alle spalle maturata in formazioni dagli stili sonori più disparati tra cui l’hard-core (milita infatti nella band piemontese Right In Sight).

L’aggiunta di una vera batteria è comunque una scelta azzeccatissima visto il genere del gruppo. Gli Ordeal by Fire propongono infatti una potentissima ed energica miscela di goth classico, oscuro, molto potente e diretto. Rispetto ai Burning Gates la musica ha acquisito energia e durezza anche se la presenza di Michele, nonché il riferimento ad ispirazioni sonori comuni, rende assai familiare la proposta degli Ordeal by Fire ai vecchi fan del quartetto torinese. Il concerto dura all’incirca un’oretta, in cui vengono proposti una decina di pezzi. Negli intervalli fra i brani Michele ha continuato a scherzare simpaticamente con il pubblico, un ironico contrasto con l’immagine seriosa e compassata dei gotici: buffissimo è stato il finale del concerto in cui il gruppo si è anche autoinvitato sul palco per fare il bis. Fra i brani suonati non sono mancati ovviamente i quattro del mini CD Roots and the Dust, ovvero “Re-Creation”, che ha aperto con molta energia il concerto, “River in Flood”, “Obsession” e la cover dei Sound “New Dark Age” che sul palco del Siddartha è stata riproposta come ultima canzone del set, prima del bis, in una potentissima ed emozionante versione.

Voices of Masada

Voices of Masada (foto di Christian Dex © Ver Sacrum)

Interessante ma meno convincente è stato il live dei Voices of Masada. Il gruppo inglese (ok, anglo-italiano), si è presentato in una classica formazione goth con cantante (Raymon Shah), due chitarristi (Eddie Martin e Rob Leydon), il basso (Daniele Tartaglia) più drum machine e basi. Il loro set è stato un po’ più breve del precedente con circa 8 pezzi proposti, tra cui ovviamente i brani del mini CD Prelude (“Flight”, “Fragments” e “Fallen”). La miscela che il gruppo presenta è quella molto classica della scuola inglese del goth anni ’90 (non a caso Eddie Martin, uno dei due chitarristi della band, militava prima nella gothic band Revolution By Night). I pezzi dal vivo acquistano più spessore, cosa che si nota in particolare nella voce, e suonano molto più convincenti, ma manca sempre quel guizzo che te le fa rimanere in testa già dal primo ascolto.

Sul palco il cantante non ha mostrato una grandissima presenza scenica mentre in compenso il chitarrista Eddie Martin, oltre a sfoderare un “killer” look, con capelli biondi ossigenati e tutti plissati, una marea di tatuaggi e degli originalissimi guanti neri con mano scheletrica, si è esibito in vari virtuosismi con il suo strumento, arrivando a suonare con la chitarra dietro la testa.

Alla fine del concerto Daniele ha ringraziato il pubblico dicendo che non avrebbe mai creduto di riuscire a portare il suo gruppo a suonare in Italia. In effetti dalle nostre parti in questo periodo si sta assistendo ad una stagione aurea per i concerti, con tante band eccellenti sia italiane che straniere che calcano ogni settimana i palchi dei locali della penisola (basta dare un’occhiata con regolarità alla nostra sezione “Concerti & Feste” per rendersi conto di ciò). La speranza di tutti, non solo dei musicisti, è che tutto questo continui a durare.

Links:

Ordeal by Fire – sito ufficiale

Voices of Masada – sito ufficiale

Ordeal By Fire

Ordeal By Fire (foto di Christian Dex © Ver Sacrum)

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