Raison d'Être: Requiem for Abandoned Souls

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Ver Sacrum I dischi di Peter Andersson sono una garanzia per gli amanti della musica industriale d’atmosfera. Dei suoi tanti progetti sicuramente Raison d’être non è solo il più celebre ma anche il più affascinante e suggestivo. Requiem for Abandoned Souls è un CD molto tipico dello stile di Raison d’être, fatto di musica industriale d’ambiente cupa e rarefatta, con un rumorismo sempre limitato sullo sfondo, tanti echi, loop, anche suonati all’indietro, e gli ormai tipici inserti di cori, quasi un suo marchio di fabbrica, stavolta composti da voci maschili, spesso singole, effettate e campionate. Il tutto viene reso in un suono tetro ma anche estremamente malinconico. Anche la scelta delle foto del booklet, prese da un improbabile – ma interessante – sito web, www.abandoned-places.com, che ritraggono delle stanze di appartamenti abbandonati e in pieno sfacelo, aumenta questa sensazione di tristezza e di struggimento che già la musica restituisce. Questo “requiem per le anime abbandonate” si compone di cinque pezzi i cui titoli costituiscono le strofe di una breve poesia: la loro durata oscilla tra i 7 e i 9 minuti se si eccettua l’ultimo pezzo, di ben 15 minuti e dalla struttura più sperimentale, in cui Andersson ha collaborato con il musicista Martin Bladh, che compare ai cimbali e al trombone. Secondo molti questo CD sarà la solita zuppa preparata da Peter Andersson unendo gli ingredienti che ormai maneggia con destrezza e in parte tutto ciò è vero; ma è anche innegabile che le sensazioni che Requiem for Abandoned Souls dona sono autentiche e profonde. E in fondo è proprio questo che importa veramente. Nota per i collezionisti: questo CD è stato pubblicato in cinque differenti edizioni, ognuna con una copertina diversa.

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