The Vanishing

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Vanishing

Vanishing (foto di Ankh)

L’Init offre spazio all’ennesimo evento interessante per questo principio di stagione: stavolta si tratta di un progetto americano, se non vado errato di San Francisco, il cui nome mi era, fino a non molto tempo fa, del tutto sconosciuto: si tratta dei Vanishing, supportati da due gruppi italiani come spalla. La prima cosa estremamente piacevole è il prezzo esiguo del biglietto d’ingresso: solo 6 euro! Malgrado ciò, il numero di persone che decide di correre il rischio di ascoltare qualcosa di particolare e nuovo è abbastanza poca: nel locale ci sarà, grossomodo, una settantina di persone.

Iniziano i Viterbesi Winter Beach Disco, caratterizzati da uno stile che non posso negarlo, non riesce a convincermi del tutto ma soprattutto non riesce a coinvolgermi e mi lascia un ricordo molto vago di sé. Loro si autodefiniscono “Sci-fi rock’n’roll” ma personalmente non sono riuscito a sentire granché queste influenze. Forse avrei dovuto cercare di ascoltarli meglio.

Migliora il discorso riguardo al secondo gruppo, i fiorentini To the Ansaphone, che inizia ad installare strana strumentazione sul palco, compresa un’antiquata tastiera (che si trattasse del mitico Farfisa?). La loro esibizione inizia a coinvolgermi un po’ di più, mescolando sonorità prossime a quelle della no wave newyorkese a suoni noise vicini a quelli della nuova scuola di Chicago (che qualcuno ha ancora il coraggio di chiamare post rock). Il risultato complessivo è abbastanza interessante, anche se non lascia un segno particolarmente profondo.

Con i Vanishing si cambia completamente registro. La data romana è al centro di un massacrante tour in giro per l’Italia (sei concerti in sei giorni, nei posti più disparati), e temo che se continuano così corrono il rischio di non tornare tutti a casa sani e salvi, come si potrà intuire dal resto della recensione. Innanzitutto la formazione è una delle più improbabili che mi sia capitato di ascoltare negli ultimi tempi: tastiere, batteria acustica e una ragazza che si alterna tra voce e sax. Se, fino al giorno prima del concerto, qualcuno mi avesse detto che mi sarebbe potuto piacere il concerto di una formazione di questo tipo, probabilmente gli avrei dato del matto. Invece, non posso negarlo, il risultato è stato divertente come in pochi altri casi. La cantante, ex elemento portante dei Subtonix, la cui voce è generalmente strapiena di effetti e di eco, si presenta sul palco con una sorta di divisa da Cheerleader e salta, balla e marcia come un’assatanata per tutta la durata del concerto, trasformando l’esibizione del trio in qualcosa di unico e divertente.

Adesso mi vedo costretto ad affrontare l’arduo compito di descrivere il suono dei Vanishing: loro amano definire il loro suono come “sci-fi horror disco” e forse questa definizione riesce ad avvicinarsi abbastanza alla realtà ma non aiuta molto chi non li avesse ascoltati a capire che cosa suonino. Per dare un’idea, direi che si potrebbe parlare di una sorta di lounge music (o quella che qualcuno chiamava Space Age Bachelors’ Music) molto aggressiva, con influenze punk e qualche spruzzatina surf e caratterizzata da una sorta di vaga oscurità di fondo dovuta alle sonorità basse e cupe delle tastiere, cui si aggiunge la voce piena di effetti che riporta con la memoria alle colonne sonore di vecchi film di fantascienza. Non sono convinto di essere riuscito a rendere pienamente l’idea, ma la cosa strana è che, a mio giudizio, il pubblico nerovestito (quasi completamente assente stasera) avrebbe potuto gradire molto il concerto e divertirsi parecchio.

Le tappe forzate del tour o l’abuso di sostanze psicotrope hanno evidentemente provato la cantante, che nelle pause prima dei bis si sdraia in mezzo al palco, destando anche la preoccupazione dei fonici e dei ragazzi del locale, per poi ricominciare a muoversi come un’ossessa mentre canta e suona. Piacevole anche la presenza di un sassofonista che si era esibito con uno dei gruppi precedenti, che è stato in grado di improvvisare con il suo sax contralto in un paio di brani. Al termine di quest’ultima esibizione, è d’obbligo l’acquisto di un paio di vinili sette pollici, che sembrano essere il supporto ideale per il gruppo.

Links:

The Vanishing – sito ufficiale

Vanishing

Vanishing (foto di Ankh)

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