Decadence: Theatre of eclipse

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Ver Sacrum Leggendo le informazioni contenute nel booklet di questo album la cosa che più mi ha impressionato è stata la lista delle band citate nella sezione dedicata ai ringraziamenti. Si va infatti dai Dark Tranquillity ai Nevermore, passando per Dream Theater, Rammstein, Opeth e Symphony X. Una tale varietà mi ha subito fatto pensare ad un gruppo dai molteplici interessi in ambito musicale e dalla mentalità piuttosto aperta, ed in effetti questa prima impressione si è rivelata più che fondata quando ho ascoltato Theatre of eclipse. Il cd risente molto dell’influenza di generi come il black e il death metal, ma include al suo interno anche elementi sinfonici e progressive, che in un certo senso hanno il compito di alleggerire brani di per sé molto aggressivi e veloci. La struttura dei singoli pezzi è abbastanza complessa e variabile da caso caso, cosa piuttosto apprezzabile dato che in questo modo viene accentuato l’aspetto dinamico del sound, che a mio parere potrebbe essere descritto come un mix tra Limbonic Art, Arcturus e i già citati Cannibal Corpse, il tutto condito da atmosfere oscure e da qualche passaggio simil-jazzistico. La pecca maggiore dell’album è probabilmente il modo in cui è stato registrato: il suono infatti appare un po’ grezzo e a volte leggermente confuso, mentre il genere proposto dal gruppo avrebbe meritato qualcosa di ben diverso, soprattutto per mettere maggiormente in risalto le parti sinfonico/progressive che sono il vero punto di forza di tutti i brani. Nell’insieme però si deve parlare di un episodio positivo, e di una band che ha il merito di aver voluto proporre un tipo di metal non troppo scontato e piuttosto gradevole.

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