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Ver Sacrum Nuova uscita per il gruppo di Gianmarco Bellumori dopo i più che positivi “Different points of view” (ottobre 2000) e “Lose places” (ri-pubblicato nel 2001, ma risalente al periodo 1998/1999, quando vide la luce come demo). “Never” apre il lavoro col suo andamento spezzato, un brano assai particolare vantante l’ottima prova vocale dell’ospite Kat. Con “Tears in my eyes” e “Lies lies lies” è il gothic più vivace a prendere il sopravvento, due bei pezzi molto tradizionali nella loro ossatura ma davvero esaltanti, adattissimi poi per le situazioni live. Eccellenti le parti di chitarra, davvero notevole la sezione ritmica (garantita oltre che dal citato main-man dal pulsante basso di Pino Fama). Segue “Nothing real”, semi lento medievaleggiante nella prima parte, apocalittico nello sviluppo. Sorprende l’interpretazione assai aggressiva di Gianmarco. Dopo il goth di “Growl”, con tastiere spaziali a reclamare attenzione elevandosi su trame metalliche, è il turno della splendida “Morsels of me”, ballata orchestrale a tratti riconducibile ai Porcupine Tree più crepuscolari. Come per “Nothing real”, nel proseguio della track si riaffacciano temi compositivi contigui al neo-folk, con una ritmica marziale in netta evidenza. “In your eyes” rimanda all’imprescindibile lezione dei Sisters, e precede la psichedelica “You”, con liquide chitarre ad accompagnare il canto. Ancora una volta la canzone si impenna nella seconda parte, offredoci il suo lato più bellicoso. L’acustica e delicata title track costituisce l’ennesimo, finale tassello di un CD qualitativamente omogeneo, marcante la definitiva maturazione di un gruppo valido e fortemente motivato, strumentalmente coeso e tecnicamente dotato.

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