Soul Takers: Through the silence of words

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Ver Sacrum La proposta dei Soul Takers si discosta un po’ da quanto generalmente proponiamo su Ver Sacrum, ma ormai sapete bene che abbiamo una mentalità molto aperta e che diamo spazio anche a generi ben diversi dal gothic, purché questi ultimi abbiano almeno qualche piccola affinità con tale stile musicale. In effetti qui siamo di fronte ad un gruppo decisamente particolare, che in questo demo ci presenta tre lunghi brani di chiara ispirazione power metal, ma ricchissimi di influenze provenienti proprio dall’ambito gothic (metal ovviamente!). Immaginatevi che succederebbe se gli Stratovarius (eh sì, proprio loro) inserissero qualche elemento sinfonico/atmosferico nel loro sound e avrete un’idea del tipo di musica contenuta in questo Through the silence of words. Ho citato il gruppo finlandese perché i Soul Takers me lo ricordano in maniera impressionante, sia per la struttura delle song proposte che per il cantato: il vocalist Gianluigi Girardi ha infatti un timbro che si avvicina molto a quello di Timo Kotipelto (colui cioè che in questo anni ha rivestito il ruolo di frontman negli Stratovarius, anche se recentemente si è venuti a sapere che ha lasciato il gruppo), e da queste mie parole potrete già immaginare che si tratta di un singer provvisto di una voce davvero molto bella, oltre che potente e ben impostata. Tornando ai brani del demo, dirò che si tratta di composizioni in media molto lunghe (si aggirano tutte sui sei minuti di durata) e dalla struttura piuttosto articolata, vi si trovano infatti parti marcatamente melodiche sottolineate dalle dolci note del piano della brava Federica Badalini, ma anche momenti in cui la velocità ha il sopravvento e ci ricorda quanto questa band sia debitrice al metal di stampo più classico. Il suono è pulito e cristallino e il tutto è suonato con un’ottima padronanza di mezzi, infatti questi cinque ragazzi (recentemente divenuti sei, visto che alla line-up che ha registrato il demo si è aggiunto anche il violinista Jari Pilati) hanno davvero dimostrato di avere eccellenti doti compositive e interpretative. Personalmente gli consiglierei di cercare di distaccarsi un po’ da certi stereotipi e di sviluppare un sound che accentui le diversità (che comunque sono già presenti) e attenui invece le somiglianze da/con cose già sentite, operazione che non dovrebbe risultargli troppo difficile visto che i Soul Takers sono una band con un grosso talento di base, che probabilmente ha solo bisogno di essere “coltivato” ancora un po’ in modo da poter produrre frutti ancor più “prelibati” di questo.

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