A Perfect Circle

A Perfect Circle (foto di Kevin Leas © www.aperfectcircle.com 2003)

Se da un lato è vero che il 2003 è stato un ottimo anno dal punto di vista della qualità degli eventi live che si sono succeduti, dall’altro potrei tranquillamente affermare che anche questo 2004 è senz’altro iniziato nel migliore dei modi possibili. Il concerto degli A Perfect Circle, già di per sé un evento vista la fama di “band di culto” che da sempre circonda il gruppo di Los Angeles (che, per chi non lo sapesse, è formato da personaggi famosissimi come il cantante dei Tool Maynard James Keenan, l’ex bassista di Marilyn Manson Twiggy Ramirez e l’ex chitarrista degli Smashing Pumpkins James Iha), si è rivelato come un’esperienza davvero particolare e fuori dal comune, che credo sarà ricordata a lungo dai tantissimi presenti.

Partiamo proprio da lì, dal pubblico presente, composto da una grande varietà di personaggi (si andava dai fans del nu metal ai gotici, passando per bikers, metallari sui generis, cyber e alternativi vari): al mio arrivo la folla fuori dal locale era già molto numerosa, in quanto diverse decine di persone rimaste senza biglietto (il concerto era infatti esaurito!) erano lì in attesa nella speranza di poter prima o poi entrare, magari anche a spettacolo iniziato. A questo proposito vorrei aprire una piccola parentesi per dire che il locale scelto per ospitare questo evento era davvero inadatto e piccolissimo, e che sinceramente non ho capito perché non si è optato per una location più adeguata ad un concerto di tale importanza. Al mio ingresso ho infatti potuto constatare quanto già avevo immaginato con facilità, e cioè che la situazione all’interno dell’Horus Club era invivibile, visto il caldo tremendo e la calca che rendeva quasi impossibile muoversi. La fortuna ha voluto che l’altezza e la conformazione del palco facessero sì che la band fosse visibile per tutti, e questo almeno ha risollevato il morale dei tanti che, appena entrati, hanno avuto l’impressione che non sarebbero riusciti a scorgere quasi nulla. Altra nota molto positiva è stato il divieto assoluto di fumare all’interno del locale, imposto tra l’altro su esplicita richiesta del gruppo.

Alle 21.50 circa gli APC sono finalmente saliti sul palco, con una formazione che vedeva Twiggy Ramirez (che adesso si fa chiamare col suo vero nome, Jeordie White) e il primo chitarrista (oltre che autore di tutte le musiche del gruppo) Billy Howerdell schierati di fronte, mentre il batterista Josh Freese (che in passato ha suonato con Vandals, Devo e Guns N’Roses) e James Iha si trovavano su due pedane poste alle spalle dei primi, nel mezzo alle quali se ne trovava un’altra coperta da un telo. Di Maynard nessuna traccia, infatti inizialmente il pezzo di apertura è stato cantato da Jeordie e Billy e solo nella parte finale si sono aggiunti i cori del “signor” Keenan (che però ancora non si vedeva!). Beh, già questo faceva presagire qualcosa di strano, ma nessuno dei presenti poteva immaginare quanto sarebbe accaduto poi (anche se da un personaggio del genere c’è da aspettarsi veramente di tutto, cosa ampiamente dimostrata anche in questa occasione). Fatto sta che con l’inizio del secondo pezzo è stato tolto il telo che ricopriva la pedana centrale ed è finalmente comparso davanti ai nostri occhi anche il cantante, che però era di spalle (non sto scherzando!) ed è rimasto così per TUTTO il concerto (con qualche eccezione nei casi in cui si girava di fianco)!!! Credeteci o no, ma non lo si è visto praticamente mai in faccia, e credo questa sia in assoluto la prima volta in tanti anni che mi capita una cosa del genere… Al di là di questo “bizzarro” particolare la sua performance è stata all’altezza delle aspettative: una voce bellissima ed emozionante, esaltata da doti interpretative piuttosto fuori dal comune, ed un carisma che rimane immutato nel tempo, tanto che il pubblico ad un certo punto ha più volte gridato il suo nome a gran voce.

A Perfect Circle

A Perfect Circle (foto di Kevin Leas © www.aperfectcircle.com 2003)

Questo per quanto riguarda il buon Maynard, ma come dicevo gli A Perfect Circle sono un supergruppo formato da diversi “soggetti” particolari, ed infatti lo stesso Twiggy/Jeordie in quanto a stranezze non è secondo a nessuno! Da notare che in questo contesto appariva ben diverso da come eravamo abituati a vederlo quando suonava con Marilyn Manson, cioè senza trucco e con vestiti un po’ più sobri di quelli che indossava a quei tempi, ma si è comunque confermato come un personaggio parecchio fuori dal comune visto che durante tutto il concerto ha fatto buffi e sconclusionati gesti con le mani che mi hanno strappato più di un sorriso in diverse occasioni. Si potrebbe quasi dire che sia una sorta di co-frontman della band, visto che è stato lui a presentare al pubblico il resto del gruppo ed anche l’unico (oltre al cantante) ad aver parlato diverse volte durante l’esibizione. A proposito di questo, c’è da notare un altro fatto divertente accaduto durante il concerto, e cioè il momento in cui Maynard si è soffermato per dire che quella era in assoluto la loro primissima data italiana (fino ad adesso infatti non avevano mai suonato qua da noi) e che a lui piace molto il nostro paese, in particolare…..la Toscana!! Ebbene sì, solo un tipo del genere poteva venire in una città come Roma e parlar bene di un altro posto!!!

Ho lasciato per ultimi i commenti sugli aspetti musicali perché c’erano così tante cose da dire sul “contorno” che ho preferito scindere le due cose ed evitare così di scrivere una recensione troppo confusa. Il concerto è stato (neanche a dirlo!) veramente bello, un’ora e dieci circa di musica oscura, emozionante e suonata da bravi musicisti, che non ha mancato di incantare un po’ tutti i presenti, seppur “provati” dalle pessime condizioni nelle quali si è dovuto assistere allo show. La scaletta ha ovviamente incluso pezzi tratti da entrambi gli album pubblicati finora dalla band (il secondo è stato proposto praticamente per intero), anche se i momenti migliori sono stati segnati in particolare dall’esecuzione di brani come “The outsider”, “The package”, “3-Libras” e “Weak and powerless”. Molta buona la performance del batterista e dello stesso Maynard, mentre per quanto riguarda il suono avrei preferito un volume un tantino più alto, che avrebbe esaltato maggiormente specie i brani più soft proposti dal gruppo. A conti fatti direi quindi che si è trattato di un’esibizione decisamente sopra la media e più in generale di un evento che, per gli svariati motivi cui ho fatto riferimento, si è rivelato abbastanza straordinario (ben oltre ciò che si poteva immaginare!). Spero solo che la prossima volta in cui la capitale ospiterà uno show di tale portata vi si potrà assistere stando in un posto ben diverso dall’Horus Club!!!

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A Perfect Circle – sito ufficiale

A Perfect Circle

A Perfect Circle (foto di Kevin Leas © www.aperfectcircle.com 2003)