Einstürzende Neubauten

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Einstürzende Neubauten

Einstürzende Neubauten a Roma (foto di Rossella Molinaro)

Finalmente ricomincia, dopo la lunga pausa post natalizia, la stagione concertistica romana: in effetti, dopo un intenso periodo ricco di concerti interessanti e, in alcuni casi, sorprendenti, i primi due mesi di questo 2004 sono stati decisamente vuoti. Considerato il nome del gruppo che ha aperto la mia personalissima stagione 2004, devo dire che come inaugurazione difficilmente potevo sperare di meglio.

Spero di cuore che non sia necessaria una vera e propria introduzione per i lettori affezionati di Ver Sacrum; ciononostante potrebbe essere utile dire qualche parola sulla loro lunga storia per eventuali neofiti che, assistendo a un loro concerto per la prima volta, siano interessati a sapere qualcosa di più di questo gruppo; come dirò più avanti, questi nuovi arrivati potrebbero essere anche piuttosto numerosi. Gli Einstürzende Neubauten nascono nel 1980 a Berlino, caratterizzati da un’immagine prossima a quella di alcuni punk, ma la loro musica è più potente ed estrema: agli strumenti nuovi e da loro inventati (su tutti, uno stranissimo mollone che viene colpito, generando un suono a metà strada tra quello di uno strumento a percussione e quello di un basso), alle tipiche percussioni industriali, il gruppo berlinese aggiunge potenti generatori di rumore come martelli pneumatici o seghe circolari nell’intento, forse, di raggiungere un’intensità inusitata: sono di questo periodo i tre lavori KollapsZeichnungen des Patienten O. T.Halber Mensch. I primi concerti sono quindi rumorosissimi, al limite del dolore fisico, ma allo stesso tempo spettacolari nella loro fisicità. Verso la metà degli anni ’80, con il loro lavoro Fuenf auf der nach oben offenen Richterscala, giunge a maturazione un cambiamento del suono: ciò che prima era puro rumore, inizia a rivelare sotto di sé una melodia; ciò che era del tutto destrutturato, inizia ad assumere una forma più definita. Il discorso prosegue con il lavoro successivo, Haus der Lüge, per diventare ancora più spinto in Tabula Rasa, a tratti minimale e silenzioso, a tratti addirittura danzabile. Il successivo Ende Neu è decisamente più orecchiabile dei precedenti. Il penultimo lavoro, Silence is sexy, ritorna alle atmosfere più rilassate e minimali di Tabula Rasa, mentre nell’ultimo, splendido CD la cui recensione è stata pubblicata a marzo su questo stesso sito, il gruppo sembra essere tornato a sfruttare il rumore incanalato secondo canoni pseudomelodici.

Naturalmente, anche in considerazione dell’elevata qualità del loro ultimo lavoro da poco uscito, la mia aspettativa nei confronti di questa esibizione è molto alta. Si tratta della terza volta che riesco a vedere gli Einstürzende Neubauten dal vivo: la prima volta mi colpirono in maniera incredibile, con uno spettacolo di una potenza e di un’intensità fuori dal comune, tanto da lasciarmi un segno indelebile che ancora oggi mi spinge a considerare quel concerto come uno dei migliori a cui ho assistito nella mia carriera di appassionato di musica. Il secondo concerto, a valle dell’uscita di Silence is sexy, era stato decisamente ipnotico ma forse un po’ troppo piatto, fallendo nel mostrare di cosa sono capaci questi musicisti in sede live: c’è da sottolineare che in buona parte la causa è da imputare alle direttive del locale, al punto che al termine dell’esibizione Blixa Bargeld si è scusato del volume troppo basso del quale il gruppo non era colpevole e che aveva, a suo dire, impedito la resa ottimale della loro performance. Mi avvio verso la sede del concerto con un minimo di anticipo, nel timore che ci possa essere fila all’ingresso, ma tutto avrei potuto aspettarmi tranne che la folla clamorosa che mi trovo davanti: centinaia di persone davanti a me più altre centinaia che continuano ad accodarsi alle mie spalle! Non riesco a capire se una tale folla sia dovuta al prezzo decisamente popolare del concerto (solo 6 &eur;), ad una buona diffusione di volantini e poster o se molte delle persone presenti sono solite venire qui tutti i venerdì sera: probabilmente è l’insieme di tutte queste concause, fatto sta che voci di corridoio sostengono che siano stati venduti più di 6000 biglietti, e ci si può credere facilmente: il tendone del Campo Boario è pieno, corridoi laterali compresi. Il gruppo stesso deve essere rimasto colpito dal numero degli spettatori; personalmente non ho visto così tante persone ad un concerto industriale nemmeno a Lipsia, il che è tutto dire.

Einstürzende Neubauten

Einstürzende Neubauten a Roma (foto di Rossella Molinaro)

Ma bando alle chiacchiere: Blixa Bargeld e i suoi escono sul palco e, dopo aver apprezzato la numerosissima folla, chiedono scusa perché, per motivi di orario, la performance deve iniziare quando ancora un certo numero di persone è in fila all’ingresso; dopo di che imbracciano gli strumenti e iniziano subito con una lunga selezione dal loro recente Perpetuum Mobile, che verrà eseguito praticamente per intero (tranne, se non ricordo male, un solo brano): “Selbstportraet mit Kater”, “Dead friends (around the corner)”, “Ein Leichtes Leises Saeuseln” e la meravigliosa “Perpetuum Mobile”, infinitamente lunga e rumorosa. La selezione prosegue con ulteriori brani tratti dalla loro discografia recente (tre i pezzi tratti daSilence is sexy) più un paio molto più vecchi: l’immancabile “Haus der Lüge” e l’antichissima “Armenia”, tratta da O.T.. Colpisce l’assenza completa dalla scaletta di canzoni tratte da Tabula RasaEnde Neu, dei quali mi apsettavo almeno di ascolatare “Die Interimschliebenden” e “NNNAAAMMM”. L’esecuzione dei brani è ineccepibile, così come l’alternanza di sfuriate rumorose e momenti atmosferici. Anche in questo caso un po’ più di volume sarebbe stato gradito, ma forse la mia posizione troppo laterale e distante non mi ha permesso di ascoltare il concerto in maniera ottimale; non posso comunque negare che tutto è andato molto bene: il fascino di rumori che, lo si potrebbe giurare, sembrano prodotti da strumentazione elettronica ma invece provengono da oggetti suonati o percossi manualmente mi afferra sin dai primi brani e mi colpisce quasi come la prima volta. Lo spettacolo del loro concerto è secondo solo, forse, alle incredibili evoluzioni percussive dei Test Dept dei loro momenti migliori, prima che si spingessero verso i lidi techno che li caratterizzano oggi. Una discreta parte del pubblico rimane folgorata e segue il concerto con interesse; purtroppo molti, invece, sembrano più interessati a fare un piacevole salotto e passano il loro tempo a urlare come pazzi tra loro. Se nei momenti più rumorosi la cosa dà relativamente poco fastidio, nei brani più docili e silenziosi impedisce di seguire adeguatamente il concerto: probabilmente è il prezzo da pagare per veder suonare un gruppo come questo davanti ad una folla così numerosa.

Che altro aggiungere? Ho assistito ad un eccellente concerto e la speranza è che anche solo la metà dei neofiti presenti sia stata incuriosita dalla prestazione del gruppo tedesco e decida di approfondire la sua conoscenza. Di certo è una speranza un po’ troppo ottimistica ma non si sa mai. Un commento importante per quanto riguarda l’organizzazione, che è stata in questo caso quantomeno “azzardata”: se da un lato, probabilmente, gli stessi organizzatori non si aspettavano assolutamente un afflusso del genere, dall’altro, una volta vista la folla all’ingresso, avrebbero dovuto cercare di gestire un po’ meglio il flusso delle persone, almeno permettendo a chi aveva comprato il biglietto in prevendita di avere un accesso preferenziale, come sarebbe stato il caso di evitare di far entrare il furgone del gruppo dallo stesso ingresso da cui entrava la gente. La soddisfazione per l’esibizione è stata però così grande da farmi dimenticare ben presto le magagne: per vedere concerti come questo sono ben disposto a fare scomode file!

Links:

Einstürzende Neubauten – sito ufficiale

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