Wuthering Heights: Far From The Madding Crowd

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Ver Sacrum Qualche recensore ha definito la proposta sonora dei danesi Wuthering Heights quale gothic power metal. Indubbiamente, le dieci tracce (alle quali è da aggiungere l’intro di rigore, in questo caso la celtica “Gayer ye wild”) presenti sul dischetto sono da ascrivere al metal più bombastico e ridondante, mentre la componente prettamente gothika si riduce a ben poche scorie. Quando queste emergono, sparse in un contesto di grande compattezza, contribuiscono a donare alla traccia in questione una velata aura drammatica, colorando di oscuro passaggi sovente ricchi di suggestione. E’ senza dubbio il caso della lunga “The road goes never on”, arricchita da begli inserti dark-folkeggianti. Il cantante preferisce adottare l’interpretazione del narratore, e pezzi come “Tree” e l’epica “The bollard” chiamano in causa i bardi teutonici Blind Guardian, degli autentici campioni del genere. E’ presente pura una mini suite, spalmata in tre parti non consecutive (“Longing for the woods” è il tema guida). I titoli (vedi “Bad hobbits die hard” o “Lament for Lòrien”) fanno intuire l’influenza tolkeniana, presente almeno nei testi. Confermiamo l’iniziale impressione: “Far from the madding crowd” è catalogabile come power metal, il gothic viene servito tutt’al più come contorno.

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