Dawn Desiree': Dancing, Dreaming, Longing...

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Ver Sacrum Dawn Desiree’ è un’avvenente fanciulla americana dalla bellezza preraffaelita, dotata oltre che di una squisita presenza anche di una voce pregevolissima. Dancing… è il suo secondo disco da solista, realizzato col forte sostegno dei fratelli Riddick, alias The Soil Bleeds Black, che oltre a produrre il CD per la loro etichetta, la Fossil Dungeon, hanno collaborato attivamente alle session di registrazione nel ruolo di musicisti. L’opera si propone come un’unione tra musica eterea ed electro, un tentativo che data la capacità dell’artista e dei suoi collaboratori avrebbe potuto dare dei risultati davvero esaltanti, ma che invece è riuscito solo in parte. Intendiamoci non siamo di fronte ad un’opera completamente da buttare ma il livello delle composizioni e degli arrangiamenti è decisamente alterno. Intanto va detto che livelli eccelsi si raggiungono quando Dawn Desiree’ ci propone dei brani di gusto etereo, come l’iniziale “Waltz of the afterlife”, dove l’artista si esibisce in un perfetto cantato da soprano, o “My Wings”, il brano conclusivo del CD, in cui toni oscuri e ieratici si aprono in celestiali melodie. Le altre composizioni, se non brutte, sono comunque un po’ deboli (es. “Dance in time”) ma ad essere davvero sbagliati sono spesso gli arrangiamenti. Le due anime del disco si amalgano tra loro con fatica, con i suoni elettronici che talvolta sembrano inseriti senza senso apparente, riducendo il tutto ad una serie di effetti e sibili un po’ gratuiti. Un esempio di queste scelte maldestre si ha in “Revenge”, un potenziale hit rovinato da un pessimo assemblaggio, con dei cambi di tempo improvvisi che lo rendono inadatto alle danze, delle rullate di drum machine da techno coatta e una seconda parte electro-ambient che non si capisce proprio cosa c’entri. Anche in brani riusciti, come la suggestiva e bella “Plastic Girl”, c’è spesso qualcosa di sbagliato, una drum machine troppo presente, dei suoni poco bilanciati o un uso goffo dell’elettronica. “Feel me”, brano composto da uno dei fratelli Riddick, costituisce una piacevolissima eccezione, un pregevole episodio dove i vocalizzi di Dawn Desiree’ inseguono e si intrecciano con un’incalzante e ben armonizzata base sintetica. Peccato davvero che i momenti memorabili non siano che tre sulle complessive otto canzoni dell’album, perché l’idea iniziale del progetto era buona, alcune idee anche e il talento di Dawn Desiree’ e dei suoi collaboratori indubbio. Una cura maggiore in fase di arrangiamento e produzione del disco, e magari una scelta più severa nei pezzi da inserire, avrebbe fatto di Dancing… un’opera memorabile. Non ci resta che sperare che la magia si compia nel prossimo CD.

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