Ver Sacrum I folli estoni Forgotten Sunrise firmano con “ru:mipu:dus” un’opera assolutamente sorprendente, degna del termine lysergic deathbeat coniato per l’occasione dalla loro label. Per dovere di cronaca, il presente segna l’esordio del gruppo su lunga distanza, in quanto dal 1992 ad oggi hanno visto la luce una quaterna di mini ed un demo-tape. Disco notevolissimo, e lo ribadisco, riuscendo nel non facile intento di stupire ad ogni traccia per la grande varietà di soluzioni sonore applicate da Anders Melt (voce, programming, chitarre…) e compagni (Renno Suvaoja alle chitarre, Riivo Torstenberg al basso e la brava Tiiu Kiik, voce, tastiere e violino). Degni di menzione sono quasi tutti gli episodi presi in considerazione, a partire dalla opener “Outumyo:nic”, da “Never(k)now”, ballabilissima, fino alla lunga ed enigmatica e pinkfloydiana “Over the deathbringer stars” (qui si sfiora il quarto d’ora, senza avvertire sintomo alcuno di fastidiosissima noia, come sovente accade su tali durate!). Sono proprio i duetti fra Anders e Tiiu ad impreziosire ulteriormente ogni singolo pezzo, già di per sè, sottolineo ancora, di elevato spessore: “Vhatsoever” sfrutta al meglio l’enorme potenziale melodico dei suoi autori/esecutori, “Surroundcosmos” si avvale di ipnotici svolazzi di synth, “Into flesh I was born” è arricchita da inserti etno che possono accostarla ad alcune intuizioni tipiche dei Dead Can Dance, l’incipit di “Thou-sand-men” è agghiacciante, sensazione rinvigorita dall’ermetico evolversi di questo notevole episodio, dalla struttura vocale (di Anders) ispirata dallo screaming di derivazione black-metal; l’elettronica riappare con decisione nell’EBM-tune “Ple:se Disco-nnect Me”, altro hit da goth-club. Per nulla derivativi, determinati ad abbattere ogni barriera stilistica, con “ru:mipu:dus” i Forgotten Sunrise premiano la caparbietà e le intuizioni della My Kingdom Music, una piccola label che, assumendosi il rischio di scelte coraggiose, ha saputo imporsi per l’elevatissimo valore delle sue produzioni.