Impure Domain: The evil within/Vivere di male

0
Condividi:

Altro lavoro registrato un paio di anni fa arrivato solo ora in redazione. Gli italiani Impure Domain definiscono la loro musica nientemeno che “evil avantgarde black hate”. Siamo in realtà di fronte a puro black metal, anche un pò vetero, condito ogni tanto da qualche ritmica industrial e da qualche “bip-bip/ ua-ua” sintetico che fa tanto cibernetico. E’ vero che ogni tanto sono presenti episodi quasi puramente industrial-electro- cyber (“Trance Blood Chant”, “K.K.K. (Kold Karma Of Kaos)”, “The Razorblade Ritual Kore”) o pseudo-ambient (“Neural Inferno”), peraltro abbastanza corrrenti, ma questi sembrano non legarsi per nulla con il resto del contesto, come se nel quintetto ci fossero due anime distinte apparentemente inconciliabili. Dunque, mi pare che non basti raccattare ispirazioni e modelli sparsi e cercare di fonderli insieme a casaccio, per fare “avantgarde”, e nemmeno sostituire il cerone ed il trucco black metal con un look cyber -manga molto trendy… E poi, diciamocelo cari Impure Domain, ormai le provocazioni superomistesatanicodestroidnichiliste, non scandalizzano più nemmeno una clarissa di clausura, marcano solo -ancora una volta- l’abisso che c’è fra il dire ed il fare, fra la teoria e la prassi. Confusionario (non kaotico).

Condividi:

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.