Laibach

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Laibach al Circolo degli Artisti (foto di Ankh)

Chi ha letto la mia recensione del loro concerto, tenutosi poco più di un anno fa al Classico Village a Roma, sa bene che, quando si parla di questo importantissimo gruppo sloveno, non posso fare a meno di essere di parte. Troppo importanti nell’evoluzione del mio personale gusto musicale, così come lo sono stati nella ricerca di suoni nuovi e potenti nell’ambito della storia della musica industriale e non solo. Se un anno fa mi era sembrato incredibile riuscire finalmente a vederli dal vivo, ancora più allibito mi ha lasciato il fatto che avrei potuto rivederli dopo così poco tempo, per di più con un disco nuovo alle spalle e, presumibilmente, con un set e delle sonorità completamente differenti dall’esibizione precedente.

Il loro ultimo CD è un lavoro decisamente interessante: forse in un paio di brani c’è qualche caduta di tono, verso lidi un pochino troppo “facili”, ma nel complesso credo si tratti del loro migliore lavoro di lunga durata dai tempi di Opus Dei, e non è poco.

Cerco di arrivare al Circolo degli Artisti con discreto anticipo, in modo da concedermi un po’ di tempo da dedicare allo studio del merchandising; devo dire che stavolta si sono superati, arrivando addirittura al kitsch: oltre alle magliette, ai poster e alle spille, si potevano trovare cinture (e su questa, non posso negarlo, ho ceduto e l’ho comprata), cravatte e set per lucidare gli anfibi! La curiosità mi attanaglia non appena mi avvicino al palco: due rullanti e due microfoni sono stati piazzati ai lati del microfono centrale, il che mi fa presupporre che si tratterà di un concerto possente, percussivo e corale.

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Laibach al Circolo degli Artisti (foto di Ankh)

Ancora un po’ d’attesa, quattro chiacchiere ed ecco le note de “Il bel Danubio Blu” di Strauss. Stavolta le lontane esplosioni percussive che, nel precedente concerto, si sovrapponevano allo splendido valzer sono sostituite da un altrettanto inquietante tic tac: si tratta della scansione del tempo che passa e ci ricorda che cosa ci attende tutti prima o poi? Oppure è un ordigno ad orologeria, pronto ad esplodere, per rammentarci che viviamo in un mondo che, con il passare del tempo, è sempre più simile ad una polveriera? Considerate le propensioni e gli interessi artistici dei Laibach, potrebbero essere vere entrambe le cose, o nessuna delle due. Al termine di questa splendida introduzione, entrano sul palco i quattro strumentisti del gruppo: rispetto alla volta scorsa c’è un elemento in più, che maneggia tastiere e campionatori.

Iniziano a suonare “B Mashina”, possente intro del nuovo disco e subito fa ingresso anche il cantante, stavolta dotato del suo classico copricapo: l’effetto del brano introduttivo è possente e devastante, e mi mette immediatamente di ottimo umore. Seguono tre brani da NATO, in particolare si tratta di “In the army now”, “Dogs of war” e “Alle gegen Alle”, arrangiate in maniera completamente diversa non solo rispetto al precedente concerto, ma anche rispetto al disco, dove erano infatti molto morbide, quasi elettro-pop; qui invece le strutture ritmiche si sono fatte molto più serrate, poderose e marziali. Pur non mancando chitarra e basso, lo stile è molto meno rockettaro e più industriale di quanto non lo fosse da anni, al punto da spingermi, finalmente, a capire (anche se non condividere del tutto) per quale motivo “Alle gegen Alle” è la canzone più amata dai fans del gruppo: in questa dimensione live e con il nuovo arrangiamento diventa un brano veramente degno di nota.

La altrettanto possente “God Is God”, da Jesus Christ Superstars viene seguita dal brano strumentale, sempre meno riconoscibile, “Mars on river Drina”, durante il quale il cantante scompare dietro alle quinte. Ricompare al termine del pezzo, accompagnato da due splendide fanciulle abbigliate in stile Laibach-Militaresco: canottiera con il simbolo del gruppo, pantaloni infilati negli anfibi, capelli legati in due trecce e una sorta di fez, anch’esso pavesato di simbolo. Si sistemano ai lati del cantante e iniziano a cantare e martellare con forza sui due rullanti davanti a loro: da qui inizia la lunga carrellata dedicata a WAT, in cui vengono eseguite, nell’ordine: “Tanz mit Laibach”, “Du bist unser”, “Achtung!”, “Hell Symmetry”, “Now you will pay”, “Satanic versus”, “Das Spiel ist Aus”, “The great divide”, “WAT”.

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Laibach al Circolo degli Artisti (foto di Ankh)

L’esecuzione è potentissima e devastante: il carisma del cantante, unito allo spettacolo delle coreografie delle due ragazze sul palco che, oltre a cantare e suonare le percussioni, si muovono in perfetta sincronia, trasforma il concerto in un bello spettacolo. I ritmi sono serratissimi, le parti corali molto coinvolgenti e l’esecuzione è praticamente perfetta; al termine di “WAT”, che conclude maestosamente la prima parte del concerto, il gruppo si ritira per qualche minuto dietro le quinte.

Dopo pochi minuti riescono tutti sul palco per suonare i bis: le due coriste, che qualcuno ho prontamente soprannominato “veline”, hanno tolto i berretti e sciolto i capelli e si avventano con furia sulle loro percussioni; “Anti-Semitism” e la bellissima cover di “Simpathy for the devil” concludono il concerto, al termine del quale, sulla base di un remix di “Tanz mit Laibach” tutti salutano e ringraziano il pubblico, che applaude copiosamente.

Come immagino si sia intuito abbondantemente durante la descrizione dell’esibizione, non posso negare che si è trattato di un bellissimo concerto; personalmente non avevo nulla contro la versione più rock dei Laibach, ma non ho alcun dubbio che in questa occasione lo spettacolo è stato di gran lunga superiore rispetto alla volta scorsa. Purtroppo ho il sospetto che molti abbiano rinunciato proprio perché erano rimasti delusi dal concerto dell’anno scorso: infatti non si può certo dire che il locale fosse vuoto, ma nemmeno al limite della sua capienza e di certo il pubblico era inferiore a quello di un anno fa. A costoro mi duole dire che, uomini e donne di poca fede, hanno fatto un grave errore! Hanno perso un concerto spettacolare che mi fa già prevedere un “ex aequo a tre” nella lista dei tre migliori concerti dell’anno.

Links:

Laibach – sito ufficiale

NSK State – non ufficiale ma pieno di informazioni sui Laibach e gli altri membri di NSK

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Laibach al Circolo degli Artisti foto di Ankh

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