Nebelhexë: Laguz - Within the lake

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Ver Sacrum Sono ormai parecchi anni che seguo le vicissitudini di Andrea Haugen, artista poliedrica che ha iniziato a farsi conoscere verso la metà degli anni novanta con il progetto dark-ambient denominato Aghast, e che ha poi proseguito il proprio cammino artistico fondando gli Hagalaz’ Runedance e pubblicando con questo nome alcuni ottimi album di ispirazione neo-pagan-folk. Dopo sette anni anche l’esperienza con HR si è conclusa per dar spazio a qualcos’altro, cioè una nuova band chiamata Nebelhexë con la quale Andrea intende esplorare generi musicali differenti da quelli proposti in passato. In realtà il distacco con quanto fatto in precedenza non è poi così netto, infatti in questo Laguz – Within the lake gli elementi folk sono ancora ben presenti e continuano ad avere una funzione primaria all’interno delle singole canzoni, in aggiunta però troviamo molti richiami al gothic e al synth-pop degli anni ottanta che rendono l’album davvero molto particolare e gradevole da ascoltare. Come avrete intuito ho sempre avuto una grossa considerazione per i lavori di HR e trovo che sia musicalmente che concettualmente siano stati tra i migliori del loro genere, ma con mia grande sorpresa anche questi Nebelhexë sono riusciti ad affascinarmi e convincermi in pieno (cosa che non davo assolutamente per scontata prima di sentire il disco!). Le dieci tracce contenute in Laguz… sono tutte molto belle e in un certo senso anche abbastanza immediate: difficile resistere alle magiche atmosfere che contraddistinguono la titletrack, oppure alle dolci melodie di “My visual world” o all’incedere quasi ritualistic-industrial di “Celtic crows”, per non parlare poi degli echi new wave della cupa “Wake to wither” o della cover di “Bird song” (brano appartenente al repertorio della cantante Lene Lovich!). Tra l’altro non sono solo le sonorità il punto di forza del cd, ma anche la voce della brava Andrea, che nel corso degli anni ha dato sempre più prova di possedere una notevole versatilità ed anche delle buone doti interpretative. Non posso quindi che salutare il suo ritorno discografico con grande entusiasmo e consigliare questo nuovo disco a tutti coloro che l’hanno sempre seguita, ma non ho dubbi sul fatto che esso potrà essere apprezzato anche da chi non ha nessuna familiarità con le precedenti release.

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