Runes Order: The hopeless days

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Ver Sacrum L’etichetta, spesso usata a sproposito, di “musica dark” è quanto mai appropriata per descrivere il nuovo, ottimo, disco di Runes Order; il progetto di Claudio Dondo da anni incarna quanto di piu’ interessante la scena italiana abbia prodotto a livello “underground”, nonchè uno dei piu’ eclatanti casi di band sottostimata, autrice di dischi che sono veri e propri pilastri del “dark sound”. “The hopeless days” (che vede la partecipazione di Trevor “Northgate”) è costituito da 15 tracce prevalentemente strumentali, estremamente oscure come nello stile dei Runes Order, e così come il precedente “The art of scare and sorrow” è debitore di certa elettronica fine anni ’70, con sonorità ed atmosfere che ben si adatterebbero a colonne sonore per film horror. Le tastiere tessono trame di dark-ambient fredda ed oscura, in brani che già dai titoli manifestano pessimismo e desolazione, le voci (in quei pochi brani cantati), sono distanti e spesso “effettate” : musica al servizio dell’oscurità, per un disco cupo ed affascinante come la notte. Tra i migliori brani citerò la stessa “The hopeless days” e “After the passing”, brano dei Malombra, per l’occasione riarrangiato e che vede la partecipazione di Elena Bedeski dei Camerata Mediolanense, ma tutto il disco è veramente meritevole e si candida ad essere una delle migliori pubblicazioni italiane del 2004. Con buonapace di chi blatera a vuoto, mosso solo da invidia e stupidità, un disco di alto livello che consiglio caldamente.

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