Front 242: Geography

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Ver Sacrum Se c’è davvero qualcuno per cui è inutile fare delle introduzioni questi sono i Front 242. Dopo un lunghissimo periodo di silenzio il gruppo belga si è fatto sentire abbastanza nel giro degli ultimi 3-4 anni, prima con alcuni concerti (un paio all’Euro Rock Festival nella loro madre patria), poi con una serie di side-project, tra cui i Male Or Female, quindi con l’album del ritorno, Pulse, che ha deluso molti fan per i suoi toni sperimentali e per niente (o almeno limitatamente) muscolari e che invece io ho apprezzato molto. Si ritorna a parlare di loro con la riedizione dell’album di esordio Geography, licenziato originariamente nel 1982, ristampato su CD negli anni ’90 e ora nuovamente riproposto dalla Alfa Matrix. Questa incarnazione di Geography non è una normale ristampa, perché i brani sono stati completamente riassemblati e remixati da Daniel Bressanutti e compagni a partire dalle basi originali, utilizzando le più moderne tecnologie. Il risultato quindi, se può far storcere il naso ai puristi della filologia musicale, è estremamente pulito e godibile dal punto di vista sonoro. Stilisticamente invece si riconosce – eccome! – che quest’opera ha ormai più di vent’anni: intendiamoci, non perché suoni stanca e vetusta quanto perché sono estremamente evidenti i riferimenti alla scena elettronica dell’epoca, che cominciava a confrontarsi con le possibilità offerte dalle macchine e sperimentava con esse. Per quanto non manchino dei pezzi più di impatto in Geography, come “Operating Tracks”, “U-Men” (che non può non ricordare le cose più sintetiche di Gary Numan), “Least Inkling” o “Geography I”, quasi synth-pop, c’è comunque una certa distanza dall’hard-beat, immediato e al contempo ostico, delle opere più celeberrime dei Front 242. Vi sono anche dei momenti con un’impronta più sperimentale (si ascoltino ad esempio “Art and Strategy”, “Kinetics” o “Geography II”) che possono forse ora sembrare un po’ “demodé”, alla luce di vent’anni e passa di evoluzioni tecnologiche. Probabilmente l’episodio più “muscolare” della raccolta è proprio il pezzo inedito “He runs too fast for us” (che per inciso è seguito da due ghost-tracks), che è indubbiamente un brano nello stile inconfondibile del “Fronte”. Segnalo poi che di questa nuova edizione esistono due versioni, quella su singolo CD che è davvero scarna, anche se presenta il già citato inedito “He runs too fast for us” risalente ai primi anni ’80, e una tiratura limitata che contiene, oltre ad un booklet adeguato, un secondo CD con ben 19 pezzi inediti, ovvero outtake, alternate versions, brani composti per progetti paralleli o per gruppi precedenti ai Front 242, versioni strumentali e così via. Davvero un regalo succulento per i fan incalliti del gruppo! Un plauso quindi alla Alfa Matrix per questa ristampa di Geography, senz’altro una stella nel catalogo non sempre brillante di questa etichetta belga.

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