Lys: Mélisse

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Ver Sacrum Con il suo secondo album Melisse Frédéric Chaplain, ovvero monsieur Prikosnovénie in persona, ci offre un ottimo esempio di musica raffinata, lenta ed onirica, dai ritmi spesso ipnotici (a volte vicini al trip-hop) e dal sapore etnico e orientaleggiante. Per fare questo si avvale del contributo di molti musicisti, alcuni ruotanti nel circuito Prikosnovénie, che arricchiscono e danno spessore ai brani sia dal punto di vista musicale che vocale. E’ il caso di Liz van Dort dei Faraway la cui soave voce dà calore e passione alla bella “Zên”, di Mihaela Repina dei Pinknruby, che con voce da sirena anima “Rebirth” e di François Testory (Sarrazine), bella voce in “Mirzo”, oppure di Aziz El Hachabe dei famosi musicisti Gnawa di Fès con il suo violino nella poetica “Des rivages atlantes” o di Cécile Rabhi degli Anassane che suona la derbouka in “Mâttâta”, per non parlare del contributo di Francesco Bianchini (GOR), voce e clarinetto nella splendida “Aranda” e suonatore di udu nell’acquatica “Mélisse”. Di conseguenza il lavoro si presenta piuttosto vario e diversificato, anche se comune è l’impronta legata alla cultura orientale, allo spirito sciamanico, all’amore e al rispetto per la natura e le sue creature. Dal punto di vista musicale sonorità elettroniche ben si fondono con le percussioni tribali e le melodie arabeggianti, riuscendo a creare un’atmosfera mistica e incantata, in cui i suoni della natura, come il rumore dell’acqua di un ruscello, il canto degli uccelli o il soffiare del vento, contribuiscono a creare quel senso di pace e di serenità di spirito, che ognuno di noi, nel nostro mondo stressato, agogna inutilmente di poter raggiungere.

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