Monofader: Frost

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Ver Sacrum Monofader è un progetto musicale creato da Sebastian Komor degli Icon of Coil e Richard Bjorklund degli Spektralized sul finire del 2001, ma che sin’ora aveva prodotto solamente un brano inserito sulla compilation “Serial Killer Electronics”. Il progetto era stato quindi accantonato per gli impegni dei due con le rispettive bands, ora però è giunto il momento dell’esordio di Monofader sulla distanza del “full-lenght”, ed il risultato è “Frost”, disco che si può sintetizzare come la fusione tra EBM e synth-pop. Un disco caratterizzato principalmente da linee melodiche che non possono non rievocare i Depeche Mode (la citazione è inflazionatissima, ma specialmente nei brani piu’ compassati, è impossibile non pensare ai “lentoni” cantati da Martin Gore), mentre per quanto riguarda la parte ritmica è ben riconoscibile il marchio di fabbrica “Icon of coil”, di cui Sebastian è artefice. “Frost” è un disco in cui il “battito” non è mai esasperato, ma prevalgono invece toni pop molto leggeri e radiofonici, come nei brani “Behind” e “Pointless memories”, dove il pop viene tinto da vene leggermente malinconiche. Parecchi, come detto, i brani intimisti dalle atmosfere crepuscolari che ricordano in maniera impressionante alcune esecuzioni di Martin Gore : “Cold and awake”, “Tonight we are”, “Why” e “Failure” sono i brani con tali caratteristiche. Piu’ inclini all’EBM (e quindi con maggiori possibiltà di essere inserite nelle playlist dei dj) sono “Mimic”, “Deliver” e “Scars” il cui inizio è praticamente identico alle prime note di “Other half of me” degli Icon of Coil. “Frost” alla fine mi pare poco piu’ che il risultato di una piccola vacanza che Sebastian e Richard si sono voluti prendere dai rispettivi progetti principali, un disco carino e piacevole ma senza grosse pretese, di cui nel giro di qualche mese non si ricorderà piu’ nessuno…. forse.

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