Paolo Di Cioccio: What a wonderful Theremin world

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Non so quanti di voi ricorderanno le due uscite discografiche di un gruppo elettronico italiano chiamato Theatrum Chemicum, su Musica Maxima Magnetica. Si trattava di un progetto a due, capace di creare bellissime atmosfere divertendosi ad accostare sonorità elettroniche al suono dell’oboe e a giocare con vecchi strumenti analogici: ricordo di aver visto per la prima volta in vita mia, durante un loro concerto in tempi non sospetti, un mini moog e quello strumento adesso così di moda nei gruppi lounge chiamato Theremin. Si trattava di un interessante progetto costituito da due musicisti romani, dedito a sonorità ispirate ai corrieri cosmici tedeschi ma caratterizzate da un profondo lavoro di ricerca tematica in stile alchemico, ispirata allo scorrere del tempo come al percorso verso la purificazione. Paolo Di Cioccio, membro del progetto citato nonché titolare della cattedra di oboe presso il conservatorio di Vibo Valentia, ha prseguito la sua carriera in perfetta solitudine, stampando diversi CD in cui, di volta in volta, si è divertito a sperimentare con i suoi numerosissimi strumenti elettronici e il suo amato oboe. Il lavoro qui presentato è più complesso da ascoltare e digerire di quanto non lo fossero i lavori dei Theatrum Chemicum, meno “melodico”, più sperimentale e altrettanto intenso. Non credo che valga la pena di scegliere un brano sugli altri, poiché come in tutti i dischi di musica elettronica sperimentale l’ascolto è un’esperienza del tutto personale e, se possibile, ancora più difficile da descrivere e condividere con altre persone di quanto non lo sia normalmente. Persone come Paolo Di Cioccio ci ricordano come la musica elettronica non sia appannaggio esclusivo dei musicisti tedeschi.

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