Snow in China: Electromensch

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Ver Sacrum Nel sempre piu’ affollato panorama elettro-industrial, l’ultima “big sensation” (o almeno così vorrebbe spacciarla buona parte della stampa musicale tedesca) è costituita dagli Snow in China, band alquanto misteriosa su cui scarseggiano le informazioni, che dopo un paio di singoli apparsi su compilation della Out of Line, approda ora all’album d’esordio. In effetti “Electromensh” è un disco interessante ed abbastanza originale, che si muove preferibilmente nei territori di un elettronica oscura giocata su sonorità quasi minimaliste, salvo concedersi in altri episodi, degli accenni di EBM piu’ danzereccia ; ciò che va comunque riconosciuto a questo gruppo è che puo’ vantare diverse influenze senza però ricordare o scimmiottare in maniera palese nessun’altra band in maniera particolare. Tra gli episodi migliori del disco citerei “Eyes in the dark” e la title track “Electromensch”, due brani che definirei come “elettro-dark d’atmosfera”; maggior dinamismo invece in “Black box” e nell’hit “In my head”, brano dall’ottima resa sul dancefloor, in grado di poter bissare il successo di “Mindsucker”, al momento il brano piu’ famoso di quelli contenuti sull’album e già in evidenza nelle alternative-chart tedesche. Sul finire del cd spicca la delicata “The color of fire”, con cori simil-gregoriani in sottofondo (un brano quasi in stile Enigma); si chiude rialzando il numero di BPM con “Face to face”, dinamico brano in bilico tra elettro-dark ed EBM, degno atto finale di un disco interessante e vario, con una buona dose di originalità.

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