Temple Of Twilight: Moon Attraction

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Ver Sacrum La prolificissima Alemania partorisce l’ennesimo combo destinato a titillare il nostro morboso interesse. Merito dell’attivissima Equinoxe, farci conoscere questi carneadi basati in Dortmund, ed appellanti al monicker Temple Of Twilight. Sarà la fuligginosa cappa adobrante la Ruhr ad aver ispirato i nostri cinque baldi giuovini? Certo che siamo in presenza di un rock assai incisivo e virante al gothic, non di certo a dark puro: ed è proprio questo, a modestissimo parer di chi vi scrive, il punto di forza di Darc (si, si fa chiamare proprio così, il singer) e compagni. L’ininfluente intro “The temple of twilight” segna le prime tracce del dischetto, andando a fondersi con “Misery”, e collo scorrere dei secondi la band cresce, dimostrando ottime qualità, esaltate nelle successive “Anywhere”, disperatissmo urlo d’angoscia, ed in “Firewalking”. La chitarra (la suona Dee) graffia, le tastiere si rendono complici (è bravo Ethan a creare atmosfere ora delicate ora oscurissime), basso (Josh) e batteria (Pete) fanno davvero il loro dovere. Su l’ultima traccia citata si evidenzia pure un melancolico violino, ad arricchire un suono già corposo, citante talvolta Nephilim e Sisters. Chiude la modernista “Into the light (Moon attraction)”, dal piglio deciso. Terminato l’ascolto, emerge una decisa sensazione d’appagamento, segno tangibile che “Moon Attraction” ha colto nel segno.

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