The Crüxshadows

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Rogue dei Crüxshadows

Rogue dei Crüxshadows a Milano (foto di Umberto Larizza dello staff di Transmission)

La stagione concertistica del Transilvania Live di Milano, si chiude con l’unica data italiana del tour che sta portando i Crüxshadows in giro per l’Europa per promuovere l’imminente nuovo cd Fortress in flames. Sinora non avevo mai avuto l’opportunità di assistere ad un concerto della band americana, che su disco trovo peraltro molto gradevole, un gruppo che non ha certo inventato nulla di nuovo, ma che sa scrivere canzoni molto orecchiabili miscelando gothic ed elettro.

Mi sono quindi recato al concerto accompagnato tra l’altro, da pareri alquanto contrastanti sulle qualità tecnico-artistiche della band americana, ma dopo l’esibizione di stasera, posso dire che i Crüxshadows sono una delle band più divertenti e coinvolgenti che io abbia visto in concerto (e ne ho viste tante…). I loro brani risultano dal vivo molto più efficaci che su disco, le basi elettro-dance che hanno marcato in modo particolare le loro ultime produzioni discografiche, sono in bella evidenza trascinando il pubblico a ballare come in un concerto di una band EBM, ben corroborate dal suono del violino (strumento che adoro) suonato sapientemente da Rachel McDonnell, e dai riff di chitarra elettrica (oggi vi è un nuovo strumentista che ha rilevato Stacey Campbell). Su tutti svetta comunque il vocalist Rogue, dominatore della scena, autentico “animale da palcoscenico”, che durante parecchi brani scende a cantare in mezzo al pubblico, sale sul bancone del bar, si arrampica sulle gradinate del Transilvania, riuscendo a coinvolgere anche gli spettatori più timidi e distaccati.

Proprio in questo senso il concerto dei Crüxshadows si rivela come uno degli spettacoli più originali e divertenti a cui si possa assistere, grazie sopratutto all’estro ed alla simpatia di Rogue, capace di tenere benissimo il palco e di non prendersi troppo sul serio, molto simpatico quando invita una ragazza sul palco affinché gli faccia da traduttrice, o nel brano conclusivo dello show, quando trascina sul palco una decina circa di spettatori a ballare con lui.

Rogue e Rachel McDonnell dei Crüxshadows

Rogue e Rachel McDonnell dei Crüxshadows a Milano (foto di Umberto Larizza dello staff di Transmission)

Uno spettacolo molto curato quindi dal punto di vista visivo, con due pannelli neri con illustrazioni ispirate all’antica civiltà egizia (immagini ricorrenti nelle grafiche dei Crüxshadows) e con l’apporto di tutto rispetto di due ballerine-coriste dall’indubbia avvenenza e dai succinti abiti (una delle due tra l’altro è colei che è effigiata sulla copertina del cd Ethernaut) che si dimenano come delle forsennate in coreografie studiate a cui talvolta partecipa Rogue stesso. Il pubblico anche stasera non è numerosissimo, ma ora più che mai è il caso di dire “pochi ma buoni”, visto che i presenti sono quasi tutti molto coinvolti dallo spettacolo (alcuni addirittura sanno i testi di diverse canzoni) e dimostrano di apprezzare molto lo show della band americana, richiamata a gran voce per i bis; tra questi vengono eseguite “Tears” e “Return (Coming Home), dal precedente album Wishfire, accolte con grida di entusiasmo, mentre la canzone più osannata della prima parte dello show era stata sicuramente la bellissima “Winterborn (This Sacrifice), dall’ultimo cd Ethernaut su cui si imperniava buona parte della scaletta (probabilmente è stato eseguito anche qualche brano del prossimo cd Fortess in flames).

Un gruppo che ha dimostrato di possedere una marcia in più dal vivo rispetto al lavoro su disco e che in concerto merita assolutamente di essere vista, essendo in grado di divertire e coinvolgere molto più di tante altre bands; un concerto deve essere uno spettacolo non solo dal punto di vista auditivo, ma anche da quello visivo e Rogue & Co. in questo sono dei maestri. Gli assenti hanno avuto ancora una volta torto e con questo triste refrain chiudo, augurandomi che i concerti della prossima stagione vengano coronati da un maggior interesse da parte del pubblico.
Live, Love, Be, Believe.

Si ringrazia Umberto Larizza, nonché Roberto e Debora, dello staff di Transmission per le foto del concerto. Non mancate di visitare il loro sito o di andarli a trovare in negozio.
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