Vitriol: Demo Version 2.0

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Si definiscono testardi i due Vitriol Alberto Loddo (vocals, guitars e piano) ed Alessio Pilia (synth, bass, drum machine), e pervicaci certo lo sono, tanto da riesumare un loro vecchio progetto attivato nel 1997 e sospeso nel 2000. Trascorsi alcuni anni a praticare generi diversi, eccoli di nuovo insieme, pronti ad offrirci, con l’audacia di chi fermamente crede nel proprio operato, una manciata di songs catalogabili sotto la voce industrial metallizzato e dichiaratamente deviato. Tracce che fanno della violenza controllata e destabilizzante il loro manifesto (si ascolti ad esempio “@The hell.org”, dominata da vocals filtrate e skizoidi, o la feroce “Two minutes of hate!!”, cattivissima fin dal titolo). Bella la decadente strumentale “Invernomuto”, gelida e gothikeggiante, alla quale i due nostri intenderebbero aggiungere una voce femminile, sorprendente “In custa notti de tristesa” (in sardo, il significato si intuisce), altro brano per soli strumenti, dotato di inserti ambient che personalmente non mi hanno convinto. “My promised land” non è canzone politica, nonostante il tema trattato (si riferisce a quanto accaduto l’undici settembre del 2001), ed è resa con precisione chirurgica, molto fredda ma davvero coinvolgente (potrebbe apparir un controsenso, non lo è). Chiude l’outro “The mask of mammutones”, maschere della tradizione sarda la genesi delle quali risale a secoli prima della venuta di Cristo, già utilizzate dalle popolazioni dell’isola per terrorizzare gli invasori romani… che dire, davvero spaventevole! Ma non è finita, oltre che testardi, Alberto ed Alessio proclamano pure la loro pazzia, raccomandandoci di ascoltare pure le due ghost-tracks, al termine delle quali non si può non dargli ragione! Contattateli, lo meritano, sono coraggiosi e sopra tutto assolutamente genuini, dei veri puri!

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