Aa.Vv.: Mutant Throbbing Gristle

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Ver Sacrum Non so se si tratta di corsi e ricorsi storici, ma da qualche anno gli ex membri del gruppo fondatore della musica industriale sono rientrati notevolmente in azione, come contagiati da un comune risveglio: primi fra tutti i Coil che, dopo una lunga e onorata carriera da gruppo esclusivamente da studio, hanno iniziato una notevole serie di concerti in giro per il mondo; più di recente, il ritorno di Chris & Cosey sotto il nuovo nome CarterTutti, e addirittura l’annunciata reunion dei Throbbing Gristle per la loro ultima sessione live in Gran Bretagna. Sarà forse per questo motivo che la Mute Records ha deciso di riprendere in mano il nome dei Throbbing Gristle e rilanciarlo sul mercato, attraverso una coppia di uscite discografiche: questo CD di remix e la compilation A taste of TG, recensita più avanti. Mi sembra corretto dirlo subito: non sono un amante dei remix, ma per i Throbbing Gristle vale la pena fare una piccola eccezione. Il primo brano è “Persuasion (Motor remix)”, in cui ritmi sintetici si alternano alla voce effettatissima e ai suoni industriali. Segue “Hot on the heels of love (Carl Craig re-version)”, che dura più del doppio dell’originale ma che non mi sembra abbia molto di più da dire. Terzo brano è “What a day (Hedonastik Remix)”, che mi sembra poter raccontare qualcosa di più nuovo, almeno da un punto di vista dei suoni, che tendono leggermente verso un drum ‘n’ bass abbastanza moderno. Naturalmente non poteva mancare “United (Two lone swordsmen remix – vocal version)”: lavoro decisamente ben riuscito che, pur senza stravolgere completamente il brano, riesce a cambiarne molti connotati, soprattutto a livello ritmico. Segue il remix di “Hamburger Lady” a cura di CarterTutti, che riescono anche in questo caso a fare un buon lavoro, aggiungendo ritmi sincopati e glitch all’originale, tipico anthem industriale. “Hot on the heels of love (Ratcliffe remix)” è una versione di gran lunga più riuscita di quella ad opera di Carl Craig, trasformando un brano lento e sexy in uno veloce e dai ritmi serrati. Discreto anche il remix di “Still Walking”, ancora ad opera di Carl Craig: dopo un inizio che non mi piace granché, troppo poco coinvolgente, si inseriscono suoni più interessanti, si alternano pieni e vuoti, insomma il brano diventa interessante. Chiudono CarterTutti con “HotHeelsUnited”, in cui i due brani vengono miscelati tra loro in una stranissima versione techno-trance. Come dicevo in precedenza, non sono un grande amante dei remix in genere; alcuni di quelli qui presenti sono a mio giudizio abbastanza riusciti, altri meno, quindi consiglierei l’acquisto più che altro ai patiti delle versioni alternative dei brani oppure a chi sia curioso di come possa suonare il remix di un brano industriale di oltre vent’anni fa.

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