Boosta: Iconoclash - Custom built number 80 -

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Ver Sacrum Attualmente i Subsonica si stanno concedendo un periodo di riposo e il loro tastierista, che risponde al nome di Davide Dileo (alias Boosta), ha pensato bene di non starsene con le mani in mano e di pubblicare un lavoro tutto suo, che tra l’altro si è rivelato anche molto curioso e interessante. In pratica Iconoclash è una raccolta di classici degli anni ottanta che sono stati “de-mixati”, ovverosia decostruiti e successivamente manipolati elettronicamente allo scopo di poter creare brani piuttosto diversi dagli originali. Il risultato è davvero buono nella maggior parte dei casi, anche perché la scelta dei pezzi da rielaborare è stata, a mio parere, molto oculata (basti pensare che il disco contiene due piccoli gioielli come “A Berlino… va bene” di Garbo e la versione inglese di “Rock ‘n’ Roll robot” di Alberto Camerini!!). L’episodio più clamoroso è però quello rappresentato dalla famosissima “L’estate sta finendo” dei Righeira, decisamente diversa dalla canzonetta pop che scalò le classifiche nel 1985 (e che, diciamoci la verità, era un vero e proprio esempio di trash music made in Italy!!). Qui ne viene proposta una versione ricantata (dagli stessi Righeira ovviamente) e rivista in chiave melodic rock, che tutto sommato si lascia ascoltare con piacere e ci fa ripensare (con il sorriso sulle labbra) a quell’estate in cui fu un vero e proprio tormentone! Molto interessanti anche “Milano e Vincenzo” di Alberto Fortis (trasformata in chiave electroclash) e “Masterpiece” di Gazebo (che potrebbe tranquillamente figurare in un album di qualche formazione electro-pop odierna…). Nel cd ci sono poi le discrete “Happy children” di P. Lion, “Dolce vita” di Ryan Paris e “Polisex” del mitico Ivan Cattaneo (da notare che le ultime due sono state ricantate appositamente per questa release…), ma si possono trovare anche due inediti, vale a dire “The expired one” e “Landscape”. Il primo a dir la verità non è molto intrigante, il secondo invece è ben più particolare e originale, difatti il testo è una sorta di breve trattato di architettura e il sound sembra avere a che fare più con sonorità post-rock che con l’elettronica!! In linea generale parlerei quindi di un lavoro ben riuscito, che magari farà scoprire ai fan più giovani dei Subsonica alcune belle canzoni uscite quando loro non erano ancora nati, e che in generale piacerà a chi ha sempre apprezzato la musica di quegli anni…

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