Avant-Garde: Cyanure

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Preceduto dal mini di quattro pezzi “Grigio”, ecco giungere a noi l’atteso esordio lungo del project ascritto al bravo e tenace Alessio Schiavi (al 1999 risale l’imperdibile omonimo esordio su vinile, una vera e propria chicca!). “Cyanure” non va frettolosamente classificato come omaggio ad un passato che non vuole assolutamente giacere nell’oblio, od operina consigliata esclusivamente ai nostalgici, da assumere a generose dosi onde lenire il dolore cagionato dal ricordo d’una epoca trascorsa. Questi nove pezzi dichiarano l’amore incondizionato per uno stile che ad oggi suona senza dubbio datato, ma esposto con forza tale da guadagnarsi la stima di tutti coloro che ricercano nella musica sobria eleganza. “Love song?”, “Vicolo eterno”, “Grigio” sono dotate di validissimo impianto strumentale, e l’interpretazione vissuta del bravo Alessio le rende davvero incisive. Pare davvero d’essere dinanzi ad un disco inciso nella prima metà degli anni ottanta: percussionismo tribaleggiante, chitarre taglienti, basso onnipresente, cantato epico che si staglia sull’apparato strumentale a declamare versi di grande efficacia, anche perchè resi in lingua madre. “Clessidre” e “Brucia” ribadiscono quanto appena esposto, precedute dal rito paganeggiante di “Fatuo”. E’ proprio un bel CD, “Cyanure”, costituito da canzoni vere (“Frasi nel vento” è ennesima conferma di valore), poco importa se ben presenti rimangono le linee ispirative. Complimenti ad Alessio ed a Gianmarco Bellumori della GB Productions (la resa sonora del dischetto è eccellente!), grazie a loro possiamo bearci di questo piccolo gioiello di pura ed incontaminata wave!

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