Unyou: Spleen.on.air e.p.

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Bravi i milanesi Unyou. In cinque anni hanno pubblicato due demo, puntando sopra tutto sulla maturazione e sull’affinamento delle capacità compositive, ed ora ci propongono questo interessantissimo mini autoprodotto, dal titolo “Spleen.on.air e.p.”. Fra le influenze citano Cure, Radiohead, Jeff Buckley, Anathema (gli ultimi), Katatonia, Novembre, e davvero riescono ad esprimere compiutamente una marcata sensazione di dolcissima melancolia, ben presente in ogni composizione. I suesposti maestri rivestono il solo ruolo di ispiratori, in quanto questi cinque ragazzi certo non necessitano di ulteriori lezioni. L’E.P. si compone di quattro pezzi più un breve strumentale appiccicato al terzo, tutti caratterizatti da un pregevole lavoro strumentale e da un cantato in perfetta sintonia collo spirito dei brani. Bello il lavoro delle chitarre, in “Underplay” (apertura che merita amplissima considerazione, un piccolo goiello di pop decadente) ed in “Radio Finlandia”, i pezzi che ho maggiormente apprezzato, ma pure “Words said/worlds undone” e “Some springs alla lost” non sono da meno. Sezione ritmica discreta ma ben presente, tastiere che non svolgono il semplice ruolo di comprimarie, ma sono perfettamente inserite nel tessuto musicale dell’insieme sono altre caratteristiche di un lavoro che rasenta la perfezione. Contattateli, anche per esprimere il vostro supporto, gli Unyou potrebbero essere la next-big-thing italiana. Facciamoli uscire dall’underground!

TagsUnyou
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