CarterTutti

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CarterTutti

CarterTutti al Black Out (con "due-Mac-due": Dex gongola!) foto di Ankh

Nel 1981 uno sparuto gruppo di artisti, appassionati di forme d’arte d’avanguardia, amanti delle forme di espressione più estreme, si sono visti recapitare una cartolina il cui unico testo era: “Mission is terminated”. Si trattava dell’ultimo atto, quasi un suicidio rituale, di uno dei gruppi che hanno maggiormente influenzato e trasformato la musica rock e non solo. Fondatori ideologici della musica industriale, della quale inventarono anche la definizione (o meglio lo fece il loro amico Monte Cazazza), semineranno un germe che di lì a poco sconvolgerà dalle fondamenta il concetto e le forme della musica “rock”. Nei loro suoni, nelle loro scelte estetiche e programmatiche sono già presenti, in alcuni casi allo stato embrionale, in altri ben più sviluppate, tutte le tematiche che di lì a poco sarebbero state riprese, approfondite e ricontestualizzate da centinaia di gruppi con risultati molto diversi tra loro, andando ad influenzare praticamente ogni forma musicale possibile. La missione deiThrobbing Gristle era durata poco più di cinque anni ma era stata molto intensa: non era pensabile che tutto finisse lì. Dal gruppo nacquero due emanazioni: da una parte Genesis P-OrridgePeter “Sleazy” Christopherson fondarono gliPsychic TV, che proseguirono nella forma più aggressiva e sperimentale e dai quali molto presto sarebbero nati i Coil; dall’altra Chris CarterCosey Fanni Tutti fondarono il progetto Chris & Cosey, che iniziò a muoversi in territori più abbordabili e legati a strutture ritmiche, abbandonando almeno in buona parte le tematiche e le strutture del gruppo precedente. Non posso nascondere che, tra i due percorsi nati dopo lo scioglimento dei Throbbing Gristle, quello più vicino ai miei gusti musicali e alle mie esperienze è il primo, attraverso il quale si è giunti alla musica industriale attuale, nelle sue mille sfaccettature. Per motivi non del tutto dipendenti dalla mia volontà ho nel tempo trascurato abbastanza il secondo percorso, quello dei due musicisti che, grazie all’organizzazione del Post Romantic Empire, suoneranno stasera al Black Out sotto il nuovo monicker che si sono scelti: CarterTutti.

La serata è piacevole, abbastanza fresca e ventilata (se ripenso alla temperatura degli ultimi concerti della stagione passata mi sembra di aver cambiato continente). Stranamente rispetto alle mie malsane abitudini, arrivo al Black Out in largo anticipo ed entro dopo pochi momenti di attesa, sufficienti a farmi vedere l’ingresso di Chris Carter e Cosey Fanni Tutti nel locale: mi convinco subito del fatto che lui debba aver firmato il patto scellerato, in quanto sarei pronto a scommettere che è più giovane di me; lei invece è visibilmente invecchiata ma, pur non essendo e non essendo mai stata particolarmente bella, emana un fascino incredibile e malsano, come una sirena in un mondo post industriale. All’ingresso del locale vengo accolto da una ragazza vestita in stile decisamente fetish (trucco rosso sfatto e sfera in bocca) che mi offre una rosa; la guardo meglio e ho l’impressione, ma non la certezza, che si tratti della musa del Post Romantic Empire. Il Black Out è addobbato per l’occasione: dei grandi teli bianchi separano l’area del concerto dal corridoio laterale da una parte e dal “terrazzino” dall’altra. Sono presenti degli stand che vendono un po’ di tutto, dai cappelli a punta delle streghe ai capi fetish, dalle toppe fatte a mano al merchandising dei due gruppi che si esibiranno stasera.

Der Feurkreiner

Der Feurkreiner al Black Out (foto di Ankh)

Un po’ di attesa, due passi tra gli stand, qualche breve chiacchiera e inizia lo spettacolo: sul palco salgono gli italiani Der Feuerkreiner. Avevo già assistito a un loro concerto qualche anno fa al Sonica, e all’epoca non mi colpirono molto favorevolmente, tanto che non fui spinto ad approfondirne la conoscenza. Devo dire che, rispetto alla volta scorsa, hanno fatto passi da gigante, acquisendo una forte maturità e risultando anche abbastanza originali nelle scelte musicali: ritmi potenti, che vanno da quelli lenti e marziali a quelli molto più carichi e veloci, battono incessantemente su rumori e distorsioni industriali che fanno da base ai brani, talvolta cantati talaltra recitati, dei due membri del gruppo. Come dicevo poc’anzi non conosco bene a loro musica e l’unico brano che ho, devo dire con una certa fatica, riconosciuto è la loro cover di “Soft Black Stars” dei Current 93; divertente la chiusura che definirei quasi fetish, con “Donatella” di Donatella Rettore. L’esibizione nel complesso è stata piuttosto interessante, malgrado una certa “staticità” del duo sul palco ma, si sa, questo tipo di musica difficilmente risulta particolarmente coinvolgente dal vivo. Indubbiamente, però, fin dalla possente introduzione industriale al divertente finale italico il gruppo ha mantenuto ben viva l’attenzione mia e del trombettista postatomico al mio fianco, che non mancava mai di applaudire e complimentarsi con i due ragazzi sul palco.

L’attesa dopo la fine del concerto introduttivo è piuttosto breve: fortunatamente, quando si tratta di gruppi elettronici, la conversione del palco da un gruppo all’altro è relativamente semplice. Il pubblico, che all’inizio temevo estremamente scarso, è aumentato abbastanza, pur senza arrivare a riempire completamente il locale come in altre occasioni. Ma ecco che salgono sul palco i due personaggi di punta della serata: Chris Carter e Cosey Fanni Tutti, in una parola CarterTutti. Il fascino, già notevole di per sé, della ex spogliarellista (si parla di più di venticinque anni fa…) è enormemente amplificato dalla posizione preferenziale sul palco e l’impressione è che un alone di energia la circondi; chitarra e tromba sono gli strumenti che utilizza. Leggermente più indietro, il folle inventore di strumenti si cimenta nella creazione di soundscape grazie all’uso di due portatili Macintosh (e già mi vedo il buon capo Dex che gongola!) e, credo, altri marchingegni. Iniziano a suonare e si tratta di suoni suadenti, pieni di un fascino irresistibile e di una tensione che non stento e definire erotica, com’era da aspettarsi dai due musicisti inglesi. Dai loro gesti non traspare nulla, è la musica a fare tutto; la sezione ritmica intesse trame e orditi che raramente traspaiono al di sopra del ricamo degli sfondi sonori: mai invadenti, mai al di sopra delle righe: il tutto dà l’idea di un estremo equilibrio. La chitarra è piena di effetti e suonata praticamente sempre con il bottleneck, e l’effetto slide, insieme a echi, riverberi e distorsioni aggiunge al tutto un forte tono psichedelico. Anche la tromba, strumento che, non posso negare, non amo eccessivamente, in questo contesto aggiunge ulteriore carne al fuoco, amalgamandosi perfettamente alla stratificazione dei suoni. La voce, sempre sussurrata e suadente, di Cosey Fanni Tutti è il perfetto complemento del suono così espresso. Non sono in grado di dare i titoli dei brani eseguiti, ma non posso nascondere che il concerto mi sia piaciuto veramente parecchio, indubbiamente molto più di quanto mi aspettassi; unico limite, forse, una certa uniformità che qualcuno (non certo il sottoscritto) può aver trovato noiosa. Di certo io sono uscito dal locale assolutamente soddisfatto della serata e di quanto ascoltato.

Non mi resta che ringraziare, una volta di più, l’organizzazione del Post Romantic Empire per questa terza serata e per avermi permesso di gustare l’esibizione di due mostri sacri della musica industriale, nonché di riascoltare un gruppo italiano che avevo troppo presto abbandonato. Rinnovo inoltre il mio “In bocca al lupo” per le successive materializzazioni concertistiche del progetto.

Links:

CarterTutti – sito ufficiale

Der Feuerkreiner – sito ufficiale

Post Romantic Empire

CarterTutti

CarterTutti al Black Out (foto di Ankh)

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