Dead Soul Tribe: The January Tree

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Ver Sacrum Devon Graves è un grande artista. Lo dimostra questo “The january tree”, intenso nuovo lavoro uscito a nome Dead Soul Tribe. Una conferma dell’enorme potenzialità espressa nei due che lo precedettero, l’omonimo esordio ed il successivo “A murder of crows”. Ancora una volta, Graves oltre a comporre ed a cantare suona chitarra, basso, piano, flauto e tastiere, lasciando il ruolo di skin-beater al fedele Adel Moustafa, che pure ha co-scritto tre brani. TJT è disco privo di pecche, profondo, oscuro, a tratti claustrofobico, ma capace di imprevedibili svolte pregne di grande lirismo. Un’opera compatta, che a tratti tradisce il rispetto che Devon nutre nei confronti delle creature di un altro genio, Maynard James Keenan. Diversi sono in fatti i passaggi che devono molto all’opera del leader di Tool ed A Perfect Circle (“The love of hate”, “Why?”, ma riferimenti sono sparsi per tutta la durata del CD, mentre nella quasi bucolica “Just like a timepiece” emergono prepotenti i Jethro Tull), e questo non fa altro che conferire ulteriore valore ad un disco di eccezionale portata. Inquietante come l’immagine di copertina (un albero spoglio che si staglia sullo sfondo d’un cielo e di un sole che paiono malati), incredibilmente adulto nei suoi contenuti, TJT costituisce senza dubbio una delle uscite più interessanti del 2004.

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