Leger Des Heils: Freiheit

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Ver Sacrum Come di consueto per il progetto tedesco, questo nuovo EP 12″ esce in edizione limitata di 500 copie, di cui 27 copie in un box contenente una T-Shirt; si tratta indubbiamente di un oggetto che entrerà ben presto a far parte del collezionismo più estremo, come spesso capita ai lavori editi in un numero così basso di copie, probabilmente già difficile da reperire al momento della pubblicazione di questa recensione. La musica presente nel vinile in oggetto, della durata di una mezz’ora scarsa, non si discosta poi molto dal precedente CD Aryana: atmosfere marziali, scandite da percussioni lente e militaresche e atmosfere create dall’uso di tastiere, testi a metà strada tra il cantato e la recitazione. In qualche modo il gruppo tedesco sembra porsi a metà strada tra le sonorità di alcune formazioni più eteree, dalle quali invero si distingue per l’assenza di voci femminili, e quelle di formazioni più marziali e pompose tipiche del Nord Europa, come i Karjalan Sissit. Il risultato, pur non sgradevole, non si riesce a posizionare ai vertici dei miei gusti personali, soprattutto a causa dei suoni scelti per le tastiere, troppo spesso simili a quelle di un organetto fanciullesco, che da un lato fanno perdere al suono quel fascino che possono ispirare altre formazioni di questo genere e dall’altro rendono il suono troppo artificiale e poco intenso. Alcune soluzioni sono abbastanza interessanti, come l’angosciosa sirena al termine del brano che dà il titolo all’EP, mentre alcuni brani, non avendo una grande dinamica e rimanendo un po’ troppo simili a se stessi per tutta la loro durata, possono risultare leziosi. Un lavoro senza infamia e senza lode, a mio giudizio, ascoltabile senza essere di certo imperdibile.

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