Pain Of Salvation: Be

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Ver Sacrum Considero Daniel Gildenloew, mente degli svedesi Pain Of Salvation, uno dei musicisti più intelligenti fra i contemporanei. Rispetto che via via è cresciuto nel tempo, rafforzato ad ogni uscita del gruppo basato in Eskilstuna. E questo meraviglioso, e non riesco proprio ad immaginare altro aggettivo, “Be” accresce il valore di una discografia perfetta. Una maturazione costante, da “Entropia” (debut datato 1996) in avanti, senza cedimenti od esitazioni. Fra le pieghe liriche dei vari brani proposti, quindici che vanno a costituire cinque mini-suite (più intro), ma che possono essere anche considerati episodi singoli, Daniel esplora i misteri dell’esistenza umana, meglio terrestre. Una moderna fiaba sulla genesi della vita. Il gruppo è supportato validamente dall’ensamble “Orchestra Of Eternity”, la quale attribuisce alla struttura compositiva sfumature altrimenti impensabili, grazie all’uso di clarinetti, flauti, violini, viole, violoncelli… Un disco pregno di grande lirismo, ricco di passaggi armonici di spessore elevato; nel suo scorrere, ci si imbatte in quadretti ambient (“Pluvius Aestivus”, chiusura della sezione “Animae Partus”), ma pure in episodi movimentati, a tratti aggressivi. “Be” è opera compatta, frutto di ricerca e di certosino impegno, e risulta difficile estrapolarne singoli episodi, anche se mi hanno colpito sopra tutto “Dea Pecuniae”, “Diffidentia”, “Nihil Morari” “Iter Impius” e “Martius/Nauticus II”, ma esprimo in questo caso un mio personalissimo pensiero. Da ascoltare con estrema attenzione, tenendo ben presente quanto riportato nel booklet allegato.

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