Forseti: Erde

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Ver Sacrum Recensire dischi di gruppi neofolk non è la cosa più semplice di questo mondo, un po’ perché questo è un genere che non si è particolarmente evoluto negli anni, ma soprattutto perché il suo improvviso successo ha fatto sì che la scena fosse invasa da una miriade di nuove band davvero insulse e inutili. Tra l’altro questo stile musicale è talmente “minimalista” che chi sceglie di dedicarcisi dovrebbe almeno saper far bene quelle due/tre cose essenziali per la costruzione di un buon pezzo, invece pare proprio che in molti diano poco peso a questa cosa, visto che non è certo raro ascoltare album imbarazzanti, magari cantati da gente stonata o comunque realizzati in maniera alquanto approssimativa. Tali considerazioni non hanno nulla a che fare con l’ultima fatica dei Forseti, ma sono state fatte allo scopo di sottolinearne ancora di più il valore, difatti questo è un lavoro davvero bello, che si pone decisamente al di sopra della maggior parte delle uscite più o meno collegate all’ambito folk. Anche Erde è un disco molto semplice e lineare, ma ciò non significa che sia scontato: per la verità l’ho trovato molto intenso ed emozionante, oltre che pervaso da una grande malinconia. Quest’ultimo aspetto è forse il più affascinante, quello che rende particolare il cd e che ci fa amare le undici tracce incluse, davvero tutte di ottimo livello. È abbastanza impressionante notare la grande quantità di ospiti che hanno preso parte alla loro realizzazione, vedi ad esempio Kim Larsen (:Of The Wand And The Moon:), Ian Read (Fire&Ice), B’eirth (In Gowan Ring), Uwe Nolte (Orplid) e molti altri ancora. Tra l’altro direi che il loro contributo si è rivelato piuttosto importante, difatti i brani cantati da Ian Read e Kim Larsen (vale a dire “Empfindsamkeit” e “Sterne”) sono senz’altro tra i migliori presenti. Altre canzoni da menzionare sono la dolcissima “Korn” (la song che apre il cd), ma anche l’elegante e raffinata “Müder wanderer” e la triste e oscura “Eismahd”. Non mi rimane che consigliare l’ascolto di Erde a tutti gli appassionati di questo tipo di musica, compresi coloro che troppe volte sono rimasti delusi da release non all’altezza delle aspettative, e che in questo caso potranno finalmente ritenersi soddisfatti…

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