Iconae: Live at the church of the Holy Ghost

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Ver Sacrum Gli Iconae sono, da un punto di vista musicale, una mia vecchia conoscenza: ricordo di aver assistito a un loro concerto nel lontano 1998 al Velvet di Roma e la loro storia, a partire da allora, per me è rimasta un discreto mistero. Autori del mini CD Noctifer, che ho acquistato al concerto, il loro nome ha continuato a girare per qualche tempo nell’ambiente musicale oscuro; ricordo anche la recensione su Rockerilla di un loro CD, intitolato Media Nocte, che credo non sia mai stato pubblicato ufficialmente. Dopo di che sembrano essere completamente scomparsi, fino a che, l’anno scorso, ho letto di una loro esibizione dal vivo; fanno parte del gruppo due musicisti noti anche per la loro collaborazione con altri gruppi: Nona Luna, cantante del gruppo progressive Nova Mala Strana, e N.Ashver.N, percussionista dello stesso gruppo e degli Ordo Equitum Solis in alcuni concerti. Come si può intuire, il CD in oggetto è una registrazione live, anche se a porte chiuse, nella chiesa anglicana di Genova: in esso il gruppo reinterpreta un paio di brani del mini CD in mio possesso (“De ferro et cruore”, il cui titolo originale era in italiano, e “L’era del passaggio”) e diversi pezzi che non conoscevo, con una formazione del tutto rivista, i cui unici membri originari sono i due sopra citati; ad essi si aggiungono altri tre musicisti, Kyrthana alla voce contralto, Anthymonia alle tastiere e Sibelius al violoncello. Si può intuire, dalla formazione, che stiamo parlando di CD essenzialmente acustico e che guarda alla musica classica e barocca come propria principale ispirazione, pur non riprendendone le forme in senso stretto. Il complesso del suono, l’uso di due voci femminili che si alternano e sovrappongono contribuiscono a rendere la musica del gruppo ligure piuttosto personale, pur se sicuramente inquadrabile nell’ambito dei gruppi ethereal; l’uso potente delle percussioni e delle voci, più possenti che angeliche, distacca gli Iconae dalla maggior parte degli altri gruppi in circolazione. In qualche modo questo primo CD di lunga durata rappresenta una seconda facciata, più acustica e classicheggiante, rispetto al breve lavoro del 1998; devo dire che i brani riarrangiati sembrano accrescere il proprio fascino in questa nuova versione; il verbo “sembrare”, purtroppo, non è scelto a caso: infatti questo live pecca notevolmente nella qualità del suono, che esce dai diffusori molto sporco e ovattato, malgrado non sia stato tratto da un concerto vero e proprio ma di una registrazione in presa diretta su un otto tracce: non so se sia stata una scelta voluta dal gruppo o che altro, certo è che rende piuttosto faticoso l’ascolto e causa la perdita di numerosi dettagli che mi sarebbe piaciuto ascoltare. Un vero peccato, a mio modo di vedere, perché questo CD meriterebbe una resa sonorà all’altezza della qualità dei brani che, ripeto, sembra essere molto buona. Non resta che attendere l’uscita di un CD registrato in studio, nella speranza di non dover attendere altri sei anni. In chiusura, mi smbra bene ricordare che quest’opera è limitata a 494 copie, per cui chi è interessato farà bene a muoversi in fretta.

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