Interlace: Imago

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Ver Sacrum Terzo album per Interlace, che con “Imago” realizza il suo lavoro piu’ completo e convincente. Definirei lo stile della band svedese come un elettro-industrial particolarmente oscuro, sonorità particolari che trasudano malessere e disagio, come qualcosa a cavallo tra Wumpscut e Skinny Puppy. La tracklist è alquanto variegata e pur in un contesto costantemente plumbeo, si passa da brani piu’ dinamici (“Master”, “Elohim” e “Conformity”) a brevi suite strumentali in stile Cold Meat Industry (“Eclosion” e “Diapause”). Squarci di luce in cotanto buio provengono dalle belle “Crystalline hush”, “Track two” (brani in cui la voce filtrata viene momentaneamente accantonata) e la splendida “Candle burns blue”, un momento di grande romanticismo. Le 14 tracce di “Imago” costituiscono quindi un viaggio in dimensioni elettro-industrial assai oscure e ben lontane dall’EBM piu’ danzereccia, per un disco piuttosto originale nel panorama elettro contemporaneo; una sorta di “concept album”, in cui ogni singolo brano possiede una personalità ben definita; disco non facilissImo ma sicuramente affascinante.

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