Ver Sacrum Il solito disco degli Hocico (nel bene e nel male)? Sì e no. Se è infatti vero che lo stile dei due messicani è sempre ben riconoscibile, in “Wrack and ruin” la grinta sembra essersi un po’ affievolita o quanto meno è meno efficace del passato, producendosi in brani discreti ma non esaltanti come buona parte dei loro successi passati. Se già il singolo “Born to be hated” non aveva entusiasmato piu’ di tanto (pur essendo un classico pezzo “alla Hocico”), che dire delle varie “Tales fron the third world”, “Death as a gift”, “Spirits of crime” e “Bizarre words” ? Si tratta di brani che non mi paiono avere le carte in regola per ripetere il successo del passato (non mancano nemmeno stavolta i brani strumentali, tre in questo caso, e proprio uno di essi “Oracion nocturna”, si rivela come uno dei migliori momenti del disco), anche se è vero che non si discostano, almeno nello stile, da cio’ che gli Hocico hanno sempre fatto. Forse si tratta solo di una mia sensazione, forse era difficile migliorarsi dopo un disco-bomba come “Signos de aberracion”, ed ora è naturale provare una piccola delusione per un disco discreto ma non eccezionale, in cui gli Hocico sembrano svolgere il compitino senza particolari lampi d’ispirazione. Definirei quindi “Wrack and ruin” come un disco di ordinaria amministrazione per gli Hocico, ma sicuramente non si tratta del loro miglior disco.