Plan E: Best Kept Secret

0
Condividi:

Ver Sacrum La My Kingdom Music è certamente una label dotata di grande coraggio, ed è doveroso riconoscerne i meriti. Plan E è una band da gestire, considerando che non si inserisce in un filone determinato. Operando in una epoca di omologazione forzata ciò equivale a subire un pesante handicap. Attivi da otto anni, con un carnet di uscite ragguardevole, i finnici propongono una musica di difficile catalogazione (no, mi rifiuto di utilizzare termini come crossover o new…), intrigantissima e improntata sull’atmosfera. Prevalentemente oscura senza risultare per questo forzata, avvinghia l’ascoltatore in virtù di canzoni umbratili, ciondolanti, dominate da una sezione ritmica a tratti poderosa (vengono utilizzati ben tre bassisti) e da onnipresenti tastiere. Jani Lehtosaari, leader fondatore e noto frequentatore della scena finlandese, nonchè vocalist e key-man (e pure lui si esibisce al basso, assieme a Lene Leinonen ed Ilari Kinnunen) è dotato di una voce particolare, viziosa e malata, nonchè di eccellenti qualità interpretative. Un bel personaggio che mette a frutto il proprio carisma, contribuendo alla riuscita di brani dalla scheletrica struttura, essendo ridotti all’essenziale (anche per la inconsueta strumentazione…). Scorrendo le tracce del disco, non si potrà rimaner insensibili all’austera poetica di questo novello Nick Cave, esaltata in “Fool” o nella wave reminiscente gli eighties di “Pure as snow”, od in “Near life experience”, squassata da drums minacciose (quivi percuote le pelli Heikki Haataja, su altre songs Sir Luttinen dei The Black League, nonchè collega di Lehtosaari negli esagerati Impaled Nazarene). I Plan E osano, e lo fanno senza timore. “The blue house” potrebbe ascriversi agli Ultravox di metà carriera in preda ad un trip acido, “Sick & Tired” pare un pezzo dei Japan era-Tin Drum rivisitati da par suo dal buon Cave, la title-track è pervasa di poetica decadente, la cover di “Rockstar/We” dei BRAD è a dir poco eccentrica… Mah! Folli Plan E, ma anche, non è un controsenso, assolutamente seri, e la funerea maestosità di “Lonely Hell” lo dimostra ampiamente. “Best Kept Secret” è disco da tenere in considerazione, frutto di genuina urgenza sperimentatrice. In una parola: grande!

TagsPlan E
Condividi:

Lascia un commento

*

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.