Melvins vs Lustmord: Pigs of the roman empire

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Ver Sacrum Difficile resistere all’infinita curiosità destata da una collaborazione desueta come può essere quella dei Melvins con Brian “Lustmord” Williams: hard rock dalle forti venature “doomy” i primi, inventore o quantomeno esponente fondamentale della dark ambient l’altro. Non che manchino le premesse: i suoni plumbei e lenti delle chitarre del gruppo statunitense portano in sé un’oscurità profonda di matrice “blacksabbathiana” che mi ha portato a non stupirmi più che tanto della collaborazione con il musicista inglese, peraltro da sempre aperto a collaborazioni con altri musicisti. Ciononostante, facevo fatica a immaginare cosa potesse uscir fuori da questa particolare cooperazione e devo anche aggiungere che l’ascolto non è stato per me semplice, soprattutto in una prima fase. Il fatto è che in molti casi da questo Pigs of the Roman Empire trapela la doppia anima, e non sempre sono riuscito a trovare un vero e proprio amalgama tra il suono dei Melvins e quello di Lustmord, ma una forte preminenza dell’uno sull’altro: in alcuni frangenti (come, prevedibilmente, l’introduttiva “III” e la hidden track) la musica è puremente elettronica e, a mio parere, non sempre all’altezza delle migliori cose espresse dall’inglese; in altri (come “Pink Bat”), l’elettronica viene relegata solo sullo sfondo di un brano decisamente alla Melvins, senza essere in grado di apportare novità di interesse. Fortunatamente sono presenti brani, a mio parere in assoluto i migliori del CD, in cui le due matrici si fondono in un connubio molto più intimo che dà realmente significato a questa strana produzione: da questo punto di vista, credo che la lunghissima suite omonima potrebbe da sola valere l’acquisto, con i suoi oltre 22 minuti di noise ambient su cui si innestano prima la pesantissima chitarra e poi la batteria, ma anche la conclusiva “Idolatrous Apostate” ottiene un risultato molto interessante. Da un lato il CD non mi è dispiaciuto, sebbene credo sia necessario consigliarlo solo a chi apprezzi tanto i Melvins quanto Lustmord, in quanto diversi brani potrebbero lasciare molto perplessi eventuali fan di uno solo dei due elementi in gioco; dall’altro non posso negare che speravo in un capolavoro come quello prodotto l’anno passato da Jarboe con i Neurosis ma, a mio giudizio, siamo piuttosto lontani da quei livelli.

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